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lunedì, 9 Marzo 2026

Speciale Colle del Moncenisio: la piramide e gli architetti e urbanisti francesi

MONCENISIO (FRANCIA) – Nel cuore delle Alpi, il Colle del Moncenisio custodisce una storia affascinante che unisce ingegneria, architettura e un profondo legame con il suo paesaggio. Quando, nel 1964, la società elettrica nazionale francese (EDF) avviò i lavori per la costruzione di una diga, il volto dell’altopiano subì una radicale trasformazione. L’antico ospizio e gli chalet secolari, testimoni di un passato fatto di passaggi e di accoglienza, vennero sommersi dalle acque del lago artificiale. Per preservare la memoria di questo luogo di confine e di spiritualità, la EDF affidò all’Atelier d’Architecture en Montagne (AAM) un incarico ambizioso: ricostruire un “villaggio” e, al suo interno, erigere un edificio simbolico. Gli architetti dell’AAM, noti per il loro ruolo cruciale nella creazione delle stazioni sciistiche francesi del dopoguerra, diedero vita a un’opera unica, unendo in un’unica struttura un luogo di culto, un museo e alloggi ufficiali. Con la sua caratteristica forma piramidale, l’edificio richiama la storia del sito e lo sviluppo napoleonico, offrendo un punto di riferimento visivo che si integra nel paesaggio alpino. Oggi, grazie a un recente restauro, la sua silhouette singolare continua a catturare lo sguardo dei turisti che, giunti al Colle, possono ammirare da vicino un esempio di architettura che onora il passato e si proietta nel futuro.

L’Atelier d’Architecture en Montagne: la scuola di Courchevel e l’innovazione alpina

L’Atelier d’Architecture en Montagne (AAM), studio di architetti e urbanisti francesi, ha lasciato un’impronta indelebile sullo sviluppo delle Alpi. La sua storia inizia nel 1946 a Chambéry, dall’incontro tra Denys Pradelle e Laurent Chappis, ispirati dalle avanguardie architettoniche di Le Corbusier e della scuola del Bauhaus. L’AAM, che inizialmente si chiamava “Atelier d’Architecture de Courchevel”, fu fondamentale nella progettazione di una delle prime stazioni sciistiche post-belliche: Courchevel. Lontano dai modelli tradizionali, lo studio promosse un’architettura che non faceva riferimento a stili vernacolari, ma si concentrava su una nuova urbanistica equilibrata tra abitazioni individuali e collettive. I principi della “Scuola di Courchevel” definirono un nuovo approccio all’abitare in alta quota, creando spazi contemporanei pensati per le “situazioni insolite degli abitanti delle città del XX secolo”. Questo spirito innovativo e la visione di un’architettura integrata nel paesaggio, ma non mimetica, si ritrovano pienamente nel progetto del Moncenisio. L’opera piramidale, infatti, testimonia la capacità dell’AAM di affrontare contesti difficili, dove le condizioni climatiche estreme e la storia secolare del luogo richiedono soluzioni creative e rispettose.

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