PIEMONTE – La Regione Piemonte alza il livello di sicurezza in alta quota approvando un piano strategico per l’assegnazione di defibrillatori semiautomatici (DAE) nei rifugi di montagna ed escursionistici. Questa iniziativa, frutto di un lavoro congiunto tra le Direzioni Sanità e Ambiente, risponde alla necessità fondamentale di garantire anche ai territori montani, spesso difficili da raggiungere, le stesse condizioni di tutela della salute presenti in città. L’installazione dei defibrillatori rifugi montagna è un investimento diretto per salvare vite, proteggendo gestori, sportivi ed escursionisti, e contribuisce a costruire una montagna più moderna e responsabile. I rifugi, veri e propri presidi di comunità, come lo storico rifugio Daniele Arlaud a Salbertrand, diventano così avamposti essenziali contro l’arresto cardiaco improvviso, una delle principali cause di morte in ambiente alpino.
Sicurezza in vetta: defibrillatori nei rifugi
L’intervento della Regione Piemonte DAE garantisce una copertura capillare, includendo strutture collocate oltre i 2.500 metri, dove il tempo di intervento medico è critico. Un esempio è l’installazione prevista al rifugio Luigi Vaccarone di Giaglione, situato a 2.747 metri di altitudine. Parallelamente alla fornitura dei dispositivi, la Regione, tramite Azienda Sanitaria Zero, ha avviato percorsi di formazione specifici per 61 gestori e operatori, assicurando che l’uso dei DAE sia tempestivo ed efficace. Questa strategia non si limita a migliorare la risposta sanitaria d’emergenza, ma diffonde una cruciale cultura della sicurezza e della gestione del rischio, promuovendo un turismo outdoor alpino più sicuro e sostenibile, in linea con la volontà regionale di proteggere i sentieri più battuti e le aree più remote.
































