GIAGLIONE – Si sono appena conclusi i solenni festeggiamenti in onore di San Vincenzo a Giaglione, un evento che si conferma tra i più suggestivi e profondi della Valle di Susa. Al centro delle celebrazioni, la celebre Danza degli Spadonari, un rito propiziatorio dalle radici millenarie che fonde spiritualità cristiana e antiche usanze pre-romane. I quattro danzatori, con le loro spade ritmate, hanno scortato il reliquiario del Santo e il maestoso Bran — il tronco ornato di fiori e pane benedetto — simboleggiando la protezione della comunità e la fertilità dei vigneti. La partecipazione della Città Metropolitana di Torino ha sottolineato il valore di questa manifestazione, non solo come rito religioso, ma come baluardo dell’identità linguistica francoprovenzale e del legame indissolubile tra il territorio alpino e la sua storia millenaria.
La Festa di San Vincenzo di Giaglione
Il cuore pulsante dell’organizzazione è stato, come da tradizione, il gruppo delle Priore. Queste figure femminili, custodi di un “matriarcato salutare”, hanno sfilato con i loro preziosi scialli ereditati, coordinando ogni fase del cerimoniale fino alla Domenica dell’Ottava, il 25 gennaio. La settimana è stata ricca di appuntamenti culturali, come la presentazione del libro “Tsant’an tsamin” e le serate di musica occitana che hanno animato le frazioni. Il gran finale ha visto la replica della danza sul sagrato e il concerto pomeridiano della banda musicale “Séin Viseun” insieme alla Filarmonica Chiusina. La straordinaria partecipazione dei giovani testimonia che il folklore di Giaglione non è un semplice ricordo del passato, ma una tradizione viva, capace di rinnovarsi con vigore e di guardare con ottimismo verso il futuro.

































