VALSUSA – La Val Susa torna al centro delle cronache per gli ennesimi episodi di violenza verificatisi durante una manifestazione dei No TAV non autorizzata contro i lavori della linea ferroviaria ad alta velocitĆ Torino-Lione. Gli scontri del 26 luglio hanno visto gruppi di manifestanti attaccare le forze dell’ordine con lanci di pietre e bombe carta, causando anche incendi e danneggiamenti alle proprietĆ pubbliche e private della zona. Le autoritĆ hanno dovuto chiudere precauzionalmente alcuni tratti della Statale e gli ingressi autostradali per garantire la sicurezza pubblica, mentre la tensione sociale nell’area raggiunge nuovamente livelli critici. Scrivono dal Comitato Pro Zona Franca Extradoganale Valle Di Susa: “Riteniamo che quanto successo in Val di Susa in questi giorni sia inqualificabile e quanto di più lontano e nemico del nostro riconoscimento come intento rivalutativo economico e sociale. Questi scontri anzichĆ© ottenere riconoscimenti realmente utili al nostro ed agli altri territori montani non fanno altro che allontanare le persone di buon senso da tutti gli obiettivi proposti e creano contrasti difficilmente sanabili. Inoltre svantaggerĆ tutti i residenti creando un clima di sospetto che sicuramente non otterrĆ i risultati sperati anzi; danneggerĆ ulteriormente un’economia giĆ fragile ed al collasso”.
Impatto sulla comunitĆ locale e richieste di maggiore sicurezza
I residenti della Val Susa si trovano ancora una volta a dover convivere con un clima di incertezza e paura, mentre le attivitĆ economiche locali subiscono le conseguenze di questi episodi di violenza. Il movimento politico “Patto per il Nord” ha espresso forte preoccupazione per la situazione, sottolineando come questi eventi mettano a rischio i diritti fondamentali dei cittadini, dei residenti e dei turisti che transitano nella zona. La richiesta principale delle istituzioni locali ĆØ quella di un intervento più deciso da parte dello Stato centrale per garantire l’ordine pubblico e tutelare chi ha scelto di mantenere le proprie attivitĆ nella valle, invocando l’applicazione rigorosa della legge contro chi si rende responsabile di atti di violenza e vandalismo.

































