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Sciopero dei lavoratori della Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri Molte le richieste dei sindacati che vedono con preoccupazione il futuro della Fondazione

AVIGLIANA – Le organizzazioni sindacali dei dipendenti delle Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri hanno dichiarato uno sciopero il 28 febbraio. Spiegano i sindacati: “Le Organizzazioni Sindacali, visto il mandato dell’assemblea dei lavoratori del 13 dicembre del 2018 e i relativi incontri con l’Arcivescovo Cesare Nosiglia e successivamente con l’ingegner Paolo Monferino, come preannunciato nel comunicato a tutti i lavoratori in data 14 febbraio 2019 dichiarano per il giorno 28 febbraio. Questa decisione nasce dalla consapevolezza che ad oggi, dopo gli innumerevoli incontri che si protraggono da tre anni a questa parte, anche all’ultimo incontro, verificatosi in data 4 febbraio a fronte delle nostre legittime richieste, la Fondazione continua a non fornire risposte. L’incontro previsto con l’ingegner Monferino purtroppo è stato rimandato e non per nostra volontà“.

La decisione di dichiarare lo sciopero nasce dal protrarsi di questa situazione – spiegano i sindacalisti – l’applicazione del piano di risanamento nell’anno 2016/2017 con il ricorso al FIS non ha portato nel triennio a una sostanziale situazione di miglioramento economico finanziario, anzi si evidenzia dai bilanci un aggravamento del disavanzo, nonostante le numerose fuoriuscite, permane una situazione di elevato indebitamento verso le banche e verso i numerosi fornitori, non rispetto degli accordi sull’erogazione dei buoni pasto arretrati passati e correnti che ad oggi cubano oltre 2000 Euro a lavoratore, ulteriori e futuri costi dell’adeguamento del fondo di incentivazione del 3% calcolato con tutte le voci previste dal CCNL e che ad oggi a distanza di mesi dalla richiesta di adeguamento non ci è stata ancora comunicata la situazione degli arretrati di ogni lavoratore e i sistematici ritardi sul pagamento degli stipendi“.

Concludono i sindacalisti: “Ormai è evidente a tutti che, il protrarsi di questa situazione, genera tra i lavoratori profonda preoccupazione perché, se da un lato non vi sono investimenti sul personale, sulle attrezzature e sulle sedi, dall’altro, non riscontriamo dopo il quarto anno un avvio concreto di un piano di rilancio che riporti la Fondazione alla capacità di misurarsi nell’attuale contesto di mercato. Riteniamo grave la scelta di continuare a riconfermare la stessa struttura organizzativa e gli stessi equilibri di management che hanno prodotto l’attuale crisi e che ad oggi, non sono stati capaci di traghettare la Fondazione fuori da questa emergenza, continuando a mantenere un atteggiamento poco trasparente e sfuggevole ai continui incontri sindacali. Siamo convinti che il tempo a disposizione non sia infinito e per questi motivi chiediamo ai lavoratori di aderire allo sciopero per dare forza al processo di cambiamento per salvare il futuro di tutti i Lavoratori e della Fondazione“.