Savona: il 18 aprile torna l’atteso appuntamento con la Processione del Venerdì Santo

SAVONA C’è un giorno, ogni due anni, in cui Savona si ferma. Le strade si fanno silenziose, il centro storico si riempie di passi lenti e solenni e l’aria si carica di emozione, arte, memoria. È il giorno della Processione del Venerdì Santo, il più atteso e sentito evento della città. Dopo le interruzioni del 2018 per maltempo e del 2020-2021 a causa della pandemia, il 18 aprile 2025 segna il ritorno della tradizione nella sua forma più piena e più intensa. Savona si prepara a vivere un appuntamento che va oltre la fede religiosa: è un’esperienza collettiva, emotiva, simbolica. È il momento in cui la città mostra tutta la sua anima.

Savona si prepara per la tradizionale Processione

La Processione del Venerdì Santo a Savona ha origini nel XIII secolo ed è profondamente legata alla storia delle confraternite locali, nate dopo il 1260 con fini penitenziali, caritativi e devozionali. Inizialmente, durante la Settimana Santa, ogni confraternita organizzava la propria processione con riti penitenziali, flagellazioni e rappresentazioni sacre della Passione di Cristo. Con il tempo, e soprattutto dopo il Concilio di Trento, le manifestazioni più teatrali vennero vietate e sostituite da casse processionali in legno policromo, portate a spalla dai confratelli, raffiguranti i Misteri della Passione.

Le sei confraternite savonesi oggi attive, Nostra Signora di Castello, Cristo Risorto, Santi Pietro e Caterina, Santi Agostino e Monica, SS. Trinità, Santi Giovanni Battista, Giovanni Evangelista e Petronilla sono riconoscibili per le loro cappe dai colori distintivi, custodiscono la memoria e la forma del rito e sono proprietarie delle quindici casse lignee che ogni due anni attraversano il cuore della città. L’appuntamento è alle ore 20.30 presso la Cattedrale Nostra Signora Assunta, si prosegue quindi in via Caboto, piazza Cavallotti, via Gramsci, piazza Leon Pancaldo, via Paleocapa, corso Italia, piazza Sisto IV.

Le casse della Processione del Venerdì Santo: capolavori di arte sacra

Le casse processionali sono vere e proprie sculture in legno a grandezza quasi naturale, che raffigurano i momenti più drammatici della Passione di Cristo: dal Getsemani alla Crocifissione. Le hanno scolpite grandi nomi della scuola ligure, come Anton Maria Maragliano, Filippo Martinengo, Stefano Murialdo, Antonio Brilla e la nota scultrice savonese Renata Cuneo. Portate a spalla da centinaia di camalli, lungo un percorso fatto di soste e ripartenze coordinate dai “Comandanti della Cassa”, queste opere d’arte diventano protagoniste di un rito che è anche spettacolo teatrale, espressione collettiva di fatica, devozione e orgoglio.

La partenza avviene tra i rintocchi solenni della Campanassa, l’unica campana autorizzata a suonare durante il silenzio liturgico del Venerdì Santo. Le casse sono  accompagnate da cori, bande, torcioni, tamburini a lutto, incappucciati, e la grande Croce della Passione nera. Chiude la processione l’Arca della Santa Croce, che custodisce un frammento del legno del Calvario, preceduta da incensieri e sormontata da un baldacchino circondato da lampioni.

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