San Giorio di Susa: un successo la serata sulla biodiversità alpina

SAN GIORIO – Il sipario si è alzato con entusiasmo a San Giorio di Susa per il primo appuntamento del ciclo “BiodivTourAlps: per sguardi e passi più consapevoli”. La serata, inserita nella prestigiosa rassegna Chantar l’Uvèrn 2026, ha visto l’introduzione del Sindaco Danilo Bar, seguita dagli interventi di Alessio Ippoliti (ARCI Valle Susa-Pinerolo) e Nadia Faure (Parchi Alpi Cozie). Protagonista assoluto è stato il ricercatore Luca Anselmo, che ha guidato il pubblico in un viaggio affascinante tra micro-ecosistemi alpini. Attraverso un racconto fatto di rigore scientifico e “colpi di fortuna”, Anselmo ha svelato la presenza di specie rare di piccoli animali che popolano pietre, cortecce e fango. Queste incredibili conferme testimoniano l’eccezionale valore della biodiversità delle Alpi Cozie, un patrimonio fragile che richiede una consapevolezza sempre maggiore da parte di chi frequenta la montagna. L’evento ha confermato come la divulgazione scientifica, se unita alla passione per il territorio, sappia coinvolgere attivamente la comunità locale.

A San Giorio l’esordio di BiodivTourAlps e Chantar l’Uvèrn 2026: alla scoperta dei tesori nascosti tra le Alpi Cozie

Il percorso verso una conoscenza più profonda dell’ambiente montano non si ferma qui. Il prossimo appuntamento è fissato per il 4 marzo, con una serata interamente dedicata a un tema di scottante attualità: l’acqua e i cambiamenti climatici. L’incontro vedrà la partecipazione di Bruno Aimone (Parchi Alpi Cozie) e si focalizzerà sul progetto transfrontaliero #AClimo. L’iniziativa gode del patrocinio dell’Unione Montana Alta Valle Susa e dei Comuni di San Giorio e Mompantero, oltre alla rete di centri che aderiscono alla XVII edizione di Chantar l’Uvèrn. Fino a maggio, la rassegna attraverserà la Valle Susa, la Val Chisone e la Val Sangone, offrendo occasioni uniche di riflessione e scoperta. Partecipare a questi incontri significa aderire a una visione di turismo sostenibile e consapevole, fondamentale per preservare l’ecosistema alpino per le generazioni future. La rassegna si conferma un punto di riferimento culturale essenziale per chiunque voglia comprendere le trasformazioni del nostro territorio e proteggerne l’inestimabile ricchezza naturale.

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