CONDOVE – Domenica 2 aprile alle ore 16.00 presso la Antica Chiesa Romanica di San Rocco, gli Amici di san Rocco inaugureranno la mostra “Infinito Presente” di Sergio Saccomandi.
Sergio Saccomandi
L’artista presenterà una mostra antologica dal 1968 a oggi, con opere scelte inerenti la Sacra Sindone.
Sergio Saccomandi è nato a Torino nel 1946; diplomato all’Accademia Albertina di Belle Arti, allievo di Paulucci e Calandri, è stato titolare della Cattedra Discipline Pittoriche presso il Liceo Artistico di Torino.
Dal 1981 inventa la sua vita nel Canavese ai colli di Barbania e dal 1968 ha allestito 60 mostre personali e ha partecipato a mostre collettive in Italia e all’estero ottenendo molti riconoscimenti e premi. Ultimamente gli è stato conseguito il 2° premio Europeo dell’Accademia Tadini a Lovere.
Mostra
La mostra sarà visibile nella Chiesa romanica di San Rocco Via Cesare Battisti a Condove.
Orario: Mercoledì 10/12; Venerdì ore 16/19; Sabato e domenica ore 10/12 -16/19; Domenica di Pasqua e Lunedi dell’Angelo ore 16/19;
Ingresso libero
Per informazioni: amicisanroccocondove@gmail.com
LA MONCENISIO
Le Officine Moncenisio, già Società Anonima Bauchiero, erano un’industria meccanica italiana, il cui stabilimento di produzione sorgeva in val di Susa. La società è nota per la costruzione di veicoli ferrotranviari ma risultò attiva in numerosi settori dell’industria manifatturiera per i trasporti. Fondata nel 1906 per iniziativa di Fortunato Bauchiero, l’azienda caratterizzò per decenni il panorama della città valususina fino al fallimento, avvenuto nel 1974. Parte degli stabilimenti furono in seguito riconvertiti alla produzione di acciai speciali. La produzione delle officine Moncenisio comprendeva veicoli ferrotranviari e componenti. Anche il settore stradale non era trascurato, con la fornitura di “carri per trasporti su strada”, e carrozzerie per autobus. Nel 1964 la Moncenisio era ormai diventata il più grande stabilimento metalmeccanico della Valle di Susa. Arrivando l’anno successivo a totalizzare mille dipendenti; il bilancio risultava ancora in perdita, ma l’azienda, in ripresa, aveva ottenuto commesse per macchinari da Romania, Polonia e Unione sovietica. In virtù delle quali venne ottenuto nel 1965 un finanziamento di 700 milioni di lire da parte dell’Istituto Mobiliare Italiano. Poi la metallurgia legata alla FIAT.
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