Rivoli: vinti al Lotto 23.750 euro grazie alla combinazione 3-27-33 sulla ruota di Bari

RIVOLI – Rivoli: vinti al Lotto 23.750 euro grazie alla combinazione 3-27-33 sulla ruota di Bari.

IL LOTTO A RIVOLI

Festa grande a Rivoli, in provincia di Torino, grazie all’estrazione del Lotto di giovedì 16 maggio. Nella località piemontese, come riporta Agipronews, vinti 23.750 euro grazie alla combinazione 3-27-33 sulla ruota di Bari. L’ultimo concorso del Lotto ha distribuito 4,8 milioni di euro, per un totale di 492 milioni da inizio anno. Doppia vincita a Torino nel concorso del 10eLotto di giovedì 16 maggio. Nel capoluogo piemontese, come riporta Agipronews, vinti 22.500 euro grazie a un “6 Oro” nell’estrazione abbinata a quella del Lotto. Da segnalare anche una vincita da 10mila euro, sempre a Torino. L’ultimo concorso del 10eLotto ha distribuito 22,7 milioni di euro, per un totale di oltre 1,5 miliardi da inizio anno.

Il gioco del lotto (o semplicemente lotto) è un gioco d’azzardo che consiste nell’estrazione di cinque numeri tra 1 e 90, con premio per coloro che ne indovinano almeno uno. Dal punto di vista statistico il gioco del lotto è fortemente non equo poiché in caso di vincita non viene corrisposta una somma rapportata alla probabilità di vincita. Il gioco è disciplinato dalla Legge 2 agosto 1982, n. 528 e dal Decreto del presidente della Repubblica 16 settembre 1996, n. 560. La sua gestione è affidata all’Ispettorato Generale per il Lotto e le Lotterie presso il Ministero dell’economia e delle finanze. La gestione della raccolta delle giocate e dei pagamenti delle vincite è affidata in concessione a Lottomatica.

LA STORIA

Sulla genesi del lotto in Italia non ci sono elementi certi e molti sono i “progenitori” di questo gioco, tuttavia senza dubbio esso deriva dalla pratica delle lotterie. Si ha notizia che a Milano nel 1448 esistevano le cosiddette “borse di ventura”, che in sostanza possono ritenersi un primo abbozzo delle scommesse caratterizzanti il vero lotto. Il primo banco del Lotto risale al 1528 nella città di Firenze. Di certo l’abitudine a scommettere si diffuse largamente in ogni angolo del Paese ed ogni avvenimento pubblico diede vita a grande attività di gioco. A Genova l’ammiraglio Andrea Doria convinse le autorità cittadine a legiferare sulla nomina, a rotazione semestrale, di cinque membri dei Serenissimi Collegi da scegliersi con sorteggio fra 120 esponenti della nobiltà cittadina. Il sorteggio divenne oggetto di scommesse, gioco che assunse la denominazione di gioco del seminario in quanto i nomi venivano imbussolati in un’urna detta appunto seminario. Tali scommesse venivano organizzate raccogliendo le poste degli scommettitori, metà del ricavato veniva distribuito fra gli scommettitori che avevano indovinato i cinque nomi, l’altra metà agli organizzatori.

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