Rivoli: l’ex cava di via Valtellina-via Tirso avrà una rinaturalizzazione con recupero della biodiversità?

alberghina banner

RIVOLI – Si torna a parlare della ex cava di via Valtellina-via Tirso a Rivoli. Risale a circa cinquant’anni fa, quando fu asportato materiale terroso per la realizzazione della Tangenziale di Torino. Un’area di dimensioni notevoli con una profondità massima di 30 metri. Da allora l’area è abbandonata ma la natura non è stata ferma. Lentamente si è riappropriata del luogo. Oggi si presenta con diverse cavità, di profondità diverse e collegate tra loro da pendii e scarpate, quasi completamente boscata, con specie spontanee e popolata da fauna selvatica. Nei vari decenni sono naufragate proposte per farne una discarica di rifiuti, e nel vigente Piano Regolatore di Rivoli, l’area prevede una destinazione a Parco attrezzato-Parco urbano.

LAVORI PER IL PARCO

Da oltre un anno però, la società Cave Druento ha avviato la procedura nei confronti del Comune per ottenere il permesso di riempire l’area con 300 mila metri cubi di terre e rocce da scavo classificabili come sottoprodotti, terre e rocce da scavo classificabili come rifiuti, fanghi costituiti da inerti, materie prime secondarie. L’operazione comporterebbe, per almeno 5 anni, il transito di automezzi che ad oggi transiterebbero per 3 chilometri a Rivoli. La provenienza dei materiali resta alquanto generica, nonostante la richiesta di precisazioni da parte di di Regione, Arpa e Comune. Al completamento dei lavori la cava così riempita sarebbe rifinita con uno strato di “terra buona”, per
trasformarlo a parco o ad orti urbani, con cessione gratuita al Comune e, quale compensazione, l’asfaltatura ecologica di tre strade e la piantumazione di una siepe.

INTERROGATIVI

L’Associazione Rivoli Città Attiva s’interroga sull’operazione. “Il Comune, nonostante le notevoli criticità, esplicitate anche dai Comitati di Quartiere e da Legambiente, ha già espresso un parere, di massima, favorevole all’intervento denominato “Recupero Ambientale”. In tutto il Piemonte molte cave abbandonate sono diventate siti interessanti di rinaturalizzazione e recupero di biodiversità. È mai possibile che a Rivoli l’unico progetto preso in considerazione sia solo quello di tappare i buchi con i rifiuti di vario tipo? L’interesse collettivo dell’area, previsto nel Piano Regolatore, con la destinazione a Parco, come può essere compatibile con un’attività così impattante che potrebbe durare anche 10 anni? Sul piano sanitario ha forse richiesto una Valutazione di impatto sanitario per i rischi dovuti a polveri, inquinanti e rumori? O si accontenta delle compensazioni?“.

RESTA AGGIORNATO SU TUTTE LE NOSTRE NOTIZIE! COME?

Iscriviti alla nostra pagina Facebook L’Agenda News: clicca “Mi Piace” e gestisci impostazioni e notifiche in modo da non perderti più nemmeno una notizia! Segui e metti mi piace al canale YouTube L’Agenda News.

gesim - banner

Ultimi articoli

Ultimi articoli