RIVOLI –Ā Rivoli ha inaugurato questa mattina i nuovi spazi dedicati ai servizi Housing First e Stazione di Posta, realizzati grazie ai finanziamenti del PNRR ā Missione 5, Componente 2. Con il taglio del nastro si ĆØ concluso il percorso di ristrutturazione e ammodernamento degli immobili destinati allāaccoglienza e al sostegno delle persone più fragili del territorio. Nel Comune si sono conclusi gli interventi dei progetti guidati dal Consorzio Ovest Solidale, realizzati con il contributo delle cooperative Gruppo Arco, ET, San Donato, delle associazioni Una Porta Aperta e Centro dāAscolto di Rivoli e con la collaborazione della Diocesi di Torino.
Rivoli, nuovi spazi per Housing First e Stazione di Posta
Ć stata riqualificata la casa canonica della Chiesa di San Martino, nuova sede del progetto Housing First, che prevede lāaccesso immediato a una abitazione stabile come punto di partenza per ricostruire autonomia e dignitĆ . Sempre a Rivoli sono stati rinnovati i locali della nuova mensa del Centro dāAscolto presso la Chiesa Maria Immacolata Ausiliatrice e potenziati gli spazi dellāassociazione Una Porta Aperta. Gli interventi realizzati rappresentano un investimento complessivo di oltreĀ 294.000 euro:Ā 248.000 euroĀ per lāHousing First (linea 1.3.1),Ā 40.000 euroĀ per la nuova mensa del Centro dāAscolto eĀ 6.000 euroĀ per il potenziamento della sede di Una Porta Aperta (linea 1.3.2 ā Stazione di Posta).
La casa diventa spesso lāamplificatore delle difficoltĆ
āQuello che inauguriamo oggi ĆØ il risultato concreto di un metodo che funziona: fare rete. –Ā afferma il sindaco Alessandro ErrigoĀ – La collaborazione tra istituzioni, Consorzio, cooperative, associazioni, Centri di Ascolto e tutto il terzo settore del territorio dimostra che solo insieme si riesce davvero ad arrivare dove cāĆØ più bisogno. Questo ĆØ un modello che non riguarda solo Rivoli, ma tutta la zona ovest, e che permette anche di coinvolgere nuovi soggetti, attivando quei meccanismi positivi di solidarietĆ che rendono una comunitĆ più forte e consapevole. Come amministrazione continueremo a promuovere questo modo di lavorare. La casa ĆØ il punto di partenza, ma ĆØ anche il centro di tutto: attorno allāabitare si intrecciano le fragilitĆ sociali, sanitarie ed economiche. Lo vediamo chiaramente anche nel lavoro sul piano sociosanitario: salute e disagio sociale sono profondamente collegati. La casa diventa spesso lāamplificatore delle difficoltĆ , ma proprio da lƬ può partire la possibilitĆ di affrontarle e superarle. Investire sullāabitare significa quindi aiutare le persone anche su tutte le altre criticitĆ che si trovano ad affrontare. Per questo oggi dico grazie a tutti: perchĆ© qui non inauguriamo solo spazi, ma costruiamo risposte concrete per la dignitĆ delle persone”.
































