Rivalta, la villa di Vittorio Emanuele usata senza permessi per i matrimoni all’americana de Ruggiero: "Bisogna vigilare aggiunge ancora perché fatti del genere non si ripetano"

RIVALTA – Hanno trasformato un cascinale del Settecento vincolato dalla normativa regionale in una location per matrimoni, pubblicizzata con un sito internet nel quale si offre, tra gli altri servizi, anche il “matrimonio all’americana” e la possibilità di far atterrare elicotteri. Tutto è stato fatto senza presentare alcuna richiesta agli sportelli competenti. Lo ha scoperto l’Ufficio Tecnico del Comune di Rivalta, che il 21 settembre scorso ha effettuato insieme alla Polizia Municipale un sopralluogo e aperto una pratica a
carico dei proprietari di Villa Bernese, conosciuta anche come Cascina L’Indrit. L’edificio si trova in una zona agricola sulla collina Morenica in località Bernese: si tratta di una cascina storica sorta nel XVIII secolo e ampliata nel XIX che ha avuto come proprietari, tra gli altri, i Marchesi Asinari di Bernezzo e Vittorio Emanuele II.

In seguito al sopralluogo dell’Ufficio Tecnico sono state rilevate molte irregolarità, a iniziare dalla ex stalla, trasformata in un salone per ricevimenti capace di ospitare fino a 150 coperti. Quella che originariamente risultava essere una tettoia aperta è stata invece chiusa e dotata di infissi in Pvc. Al posto degli originali coppi in argilla oggi la tettoia presenta una copertura in ondulina metallica. Ancora, all’interno della ex stalla è stata ricavata una stanza chiusa destinata a servizio igienico. L’intera struttura, poi, non è collegata alla rete fognaria (che non arriva a servire la zona di campagna in questione): ancora oggi c’è una fognatura a perdere che termina in un pozzo nero, progettato in origine per le acque reflue di una struttura che non era destinata a ospitare fino 300 persone alla volta, come capita invece oggi quando si organizzano eventi nel parco.

La normativa attuale non prevede più la possibilità di usufruire di pozzi neri a perdere: le acque vanno trattate o incanalate in una fossa Imhoff. All’esterno, poi, è stato realizzato un battuto di cemento, che ha coperto una parte di prato verde. Anche in questo caso si tratta di una violazione della normativa, che prevede che le aree esterne debbano essere permeabili all’acqua e alle piogge. Anche l’impiantistica presenta irregolarità: tubazioni e cavi elettrici sono a vista, oltretutto su muri in mattoni del Sette e Ottocento. Le opere in questione -spiegano dall’Ufficio Tecnico del Comune- sono state realizzate senza alcuna autorizzazione. Non è stata mai presentata una domanda di cambio di destinazione d’uso, né alcuna pratica edilizia.

Senza contare il fatto che il vincolo storico a cui è sottoposto l’immobile prevede il parere della Commissione Locale del Paesaggio, alla quale non è stata presentata alcuna documentazione. «Questo illecito risulta iniziato ben quattro anni fa, nel 2013, ed è un fatto gravissimo -commenta il sindaco Nicola de Ruggierosoprattutto perché va a ledere un bene di interesse storico che si trova in uno dei posti più belli di Rivalta. Voglio ringraziare il nostro Ufficio Tecnico e la Polizia Municipale per aver scoperto gli abusi, cosa non facile visto che l’unica strada di accesso all’immobile è di fatto nel Comune di Villarbasse, pur essendo il terreno in questione interamente entro i confini del Comune di Rivalta».

«Bisogna vigilare -aggiunge ancora de Ruggiero- perché fatti del genere non si ripetano: il patrimonio storico e architettonico è una ricchezza del nostro territorio che va tutelata e valorizzata, non alterata in maniera arbitraria». L’Ufficio Tecnico ha già notificato ai proprietari l’avvio del procedimento. La Polizia Municipale sta completando la documentazione per procedere al deposito della notizia di reato alla Procura della Repubblica.