Ripresa dei lavori per la rotonda di San Didero: l’autoporto un’opera strategica per la TAV Torino-Lione

SAN DIDERO Sono ripresi questa mattina i lavori per il completamento della nuova rotonda di San Didero, un’infrastruttura cruciale per la viabilità della Valsusa e per la realizzazione del futuro autoporto. L’opera, parte integrante del progetto della linea ferroviaria ad alta velocità TAV Torino-Lione, è destinata a sostituire l’attuale autoporto di Susa-Traduerivi, che dovrà essere smantellato per far spazio alla stazione internazionale e al deposito temporaneo dei materiali di scavo del tunnel di base di Chiomonte. La ripresa dei lavori ha comportato l’istituzione del senso unico alternato sulla statale 25, causando inevitabili disagi alla circolazione e la formazione di lunghe code. Per garantire la sicurezza degli operai e il corretto svolgimento delle attività, una porzione del piazzale adiacente, dove è situato il presidio No Tav, è stata delimitata con barriere jersey e filo spinato.

Ripresa dei lavori per la rotonda di San Didero

La realizzazione della rotonda di San Didero è un’opera complessa e contestata, che ha suscitato forti reazioni da parte del movimento No Tav. Tuttavia, essa rappresenta un tassello fondamentale per la realizzazione dell’autoporto, un’infrastruttura strategica per la logistica e il trasporto merci nell’ambito del progetto TAV. L’autoporto di San Didero, in fase di costruzione, sarà un polo logistico intermodale di circa 68.000 metri quadrati, situato tra l’autostrada A32 e la statale 25 del Moncenisio. L’area ospiterà una nuova area di sosta e gli uffici operativi di SITAF, essenziali per la gestione dei flussi di mezzi pesanti diretti verso il tunnel del Fréjus. Il collegamento con la statale sarà garantito proprio dalla nuova rotonda, mentre l’accesso dall’A32 sarà reso possibile tramite la realizzazione di due rampe di ingresso e uscita. La rotonda di San Didero e l’autoporto rappresentano un investimento importante per il futuro della Val di Susa, con l’obiettivo di migliorare la viabilità, ottimizzare la logistica e favorire lo sviluppo economico del territorio. Nonostante le contestazioni e i disagi temporanei, l’opera si inserisce in un progetto più ampio e strategico, destinato a trasformare la regione e a connetterla in modo più efficiente con il resto d’Europa.

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