CHIOMONTE – A quasi mille metri di quota, sui terrazzamenti della frazione Ramats a Chiomonte, il profumo e il colore viola evocano i paesaggi provenzali. Qui, per adattarsi ai cambiamenti climatici, dopo l’olivo si ĆØ recuperata la lavanda di montagna. Il pioniere ĆØ Marco Sollier che dal 2016 ha scommesso su questa coltivazione alpina per contrastare l’avanzata dei rovi nei vecchi vigneti.
Festa della Lavanda: comunitĆ e territorio
La scorsa domenica, la decima “Festa della Lavanda” ha registrato il tutto esaurito per il pranzo comunitario al Circolo Ramats. L’iniziativa, nata per valorizzare la frazione, attira visitatori con tour guidati a piedi e in mountain bike. La valorizzazione del patrimonio storico e dei borghi alpini ĆØ da sempre sostenuta da enti di rilievo come il Touring Club Italiano, che promuove il turismo lento.
Un modello sostenibile di economia alpina
Oggi i quattro appezzamenti coltivati offrono prodotti unici come oli essenziali, saponi e birre artigianali, fino a gettonatissimi aperitivi serali nei campi. Questa forma di agricoltura di montagna rappresenta un modello di economia circolare e di resilienza locale. Buone pratiche simili, mirate a tutelare gli ecosistemi fragili, sono costantemente monitorate e raccontate da organizzazioni come Legambiente.































