Quando in Valsusa nel Novecento si allevavano i bachi da seta, una produzione vantaggiosa La seta cominciò ad essere una merce preziosa già nell’antichità classica

VALSUSA  – Bachi da seta in Valsusa, quando iniziò l’allevamento e la produzione? Spiega lo storico Paolo Barosso. “Nel Piemonte settecentesco la produzione di filati di seta costituiva la voce principale delle esportazioni. Incidendo per l’80 circa del totale, seguita da riso, bestiame e vino. Gli organzini piemontesi, filati di seta lavorati nei torcitoi e destinati alle tessiture, erano infatti i più ricercati, specialmente sui mercati britannici. L’allevamento della larva del bombice del gelso, popolarmente detto “baco da seta”, costituisce la prima fase della filiera della seta, fibra tessile ricavata dal bozzolo, l’involucro di sostanza setosa che la larva secerne per proteggere la crisalide durante la metamorfosi in farfalla, e si affianca alla gelsicoltura, la coltivazione del gelso, le cui foglie rappresentano l’indispensabile nutrimento per i bachi. Così anche nelle valli alpine“.

bachi da seta

LA VIA DELLA SETA

La seta cominciò ad essere una merce preziosa già nell’antichità classica, quando dall’Oriente partivano i carichi verso i paesi del Mediterraneo. All’epoca questo commercio diede il nome anche alle rotte commerciali da e verso la Cina, passate alla storia come “via della seta“. Il baco da seta, detto anche “bombice del gelso”, è un insetto dalla storia davvero affascinante. Fu catalogato per la prima volta da Linneo nel 1758 con il nome Bombyx mori. Con questa definizione, il grande medico e botanico svedese descrisse una particolare specie di falena asiatica appartenente alla famiglia delle Bombycidae che si nutre delle foglie del gelso. Da allora, la larva di questo insetto divenne sempre più importante per ragioni economiche. Era utilizzata per la produzione di un meraviglioso tessuto naturale, la seta. In virtù della sua particolare dieta e delle sue origini, oggi il baco da seta è conosciuto anche come “Bombice del Gelso” e viene allevato in molti paesi del Mondo per le sue doti di “tessitore”.

falena

L’INSETTO

In virtù della sua particolarità e della gloriosa storia di questo insetto, il genoma del baco da seta è diventato oggetto di studio e ricerca scientifica. Si tratta di una specie di falena che si nutre principalmente delle foglie del gelso. L’insetto ne è talmente ghiotto, che può mangiarne quantità impressionanti senza mai fermarsi, sia di giorno che di notte. La produzione del filo di seta avviene grazie a due ghiandole collocate parallele all’interno del suo minuscolo corpo. Ciò che noi chiamiamo “seta” è in realtà il frutto di una sintesi chimica delle proteine che vengono prodotte e convogliate in queste ghiandole. Quando la quantità supera la portata, l’insetto le elimina attraverso due fenditure situate ai lati della bocca. La bava sottilissima che fuoriesce, a contatto con l’aria, gelifica immediatamente e tramite dei movimenti a “otto” che il baco compie con il capo, forma degli strati che danno vita al bozzolo di seta grezza.

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