Quando a Susa si viaggiava in carrozza: i Sibille, una famiglia dedita ai trasporti

SUSA – Alla 24ª Premiazione della fedeltà al Lavoro e del Progresso Economico presso il Teatro Alfieri in Torino, il 28 marzo 1976, alla presenza delle massime Autorità cittadine, veniva consegnata la medaglia d’oro e il relativo diploma al segusino Vincenzo Sibille (1913-1997). Imprenditore dell’attività trasporti in Susa. La Camera di Commercio Industria, Artigianato e Agricoltura di Torino tributava il sentito riconoscimento pubblico, per la tenacia e il senso del dovere profusi nel corso di una lunga attività di lavoro, all’erede di un’impresa paterna fondata nel 1908.

LA STORIA

La storia dell’impresa, ci rimanda come per incanto indietro nel tempo. Romanticamente ci conduce per gli itinerari che percorrevano tanto tempo fa i nostri nonni da un paese all’altro con carrozze e carri trainati da cavalli “normanni”. Il passaggio del testimone da Francesco Sibille (1879-1950) al figlio Vincenzo segnò l’evoluzione nel settore del trasporto con i veicoli industriali. Camion ed escavatore, nel servizio in appalto presso la fabbrica “Acciaieria di Susa, ASSA”. Lo stabilimento, dopo varie traversie, chiuse i battenti nel 1990. Dopo essere stati svuotati delle loro attrezzature, qualche anno dopo i capannoni vennero abbattuti dalle ruspe. Ora, a ricordo della vecchia acciaieria, non rimane altro che la palazzina degli uffici. Unica testimonianza di un patrimonio industriale che si è voluto inopinatamente dissolvere. Era il tempo delle carrozze a cavallo.

La carrozza Landau ( 1° a dx mio padre)

SIGNORI IN CARROZZA

Con carrozza si intende genericamente quel mezzo di trasporto a trazione animale. Destinato esclusivamente al trasporto di persone, più diffuso fino alla fine del XIX secolo, ovvero fino all’avvento delle automobili. La sua controparte destinata al trasporto di merci è il carro. Le carrozze sono di tipologia diversa a seconda dell’impiego a cui sono adibite. Tra le varie denominazioni specifiche esiste ad esempio la berlina chiusa con funzione di rappresentanza. Poi il coupé anch’esso chiuso ma a soli due posti, il calesse aperto per la bella stagione, il landau, dotato di capote. Oppure il più lussuoso phaéton, paragonabili alle odierne vetture cabriolet e varie altre versioni. Esse vengono trainate da animali da tiro. Solitamente da uno o più cavallo, a seconda della  tipologia del mezzo e del suo impiego. Il conducente, detto cocchiere, è sistemato in posizione avanzata al di fuori dell’abitacolo destinato ad ospitare i passeggeri.

ECCO L’AUTOMOBILE

Sulle carrozze vennero per prime sperimentate e utilizzate le tecnologie che ritroviamo sulle moderne auto, quali le sospensioni a balestra per migliorare il comfort di marcia dei passeggeri. La continuità storica tra la carrozza e l’automobile è testimoniata sia dal fatto che le aziende specializzate nella loro costruzione hanno perlopiù proseguito l’attività di carrozziere nel campo dei nuovi mezzi a motore. Sia per il fatto che ancora oggi buona parte dei nomi utilizzati per definire vari tipi di carrozzeria hanno preso nome dalle loro progenitrici.

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