SANT’ANTONINO – Ancora preoccupazione alla Purflux, ex Sogefi, di Sant’Antonino. Le rassicurazioni giunte dai vertici aziendali sul futuro del sito avevano fatto sperare in una ritrovata serenità. Tuttavia, un’ombra di incertezza continua ad aleggiare, soprattutto per quanto riguarda la gestione delle relazioni sindacali. Due impiegate sono state improvvisamente licenziate, una decisione che l’azienda ha motivato con “incontrovertibili decisioni di Gruppo provenienti dalla Spagna”. La vicenda è stata al centro del confronto avvenuto giovedì 8 maggio tra le rappresentanze sindacali e i vertici dello stabilimento metalmeccanico. I sindacalisti hanno espresso in un duro comunicato la loro “preoccupazione per il futuro del sito di Sant’Antonino” e il loro “sconcerto per l’inaccettabile gestione dei rapporti sindacali”. Definiscono il licenziamento inaccettabile prima di tutto per il danno subito dalle due lavoratrici e poi perché ha mostrato sia un meccanismo di mancata autonomia verso le decisioni prese dal gruppo Purflux in altri Paesi, sia una mancanza totale di rispetto dei corretti rapporti sindacali.
Purflux a Sant’Antonino, due licenziamenti
Il sindacato ricorda l’incontro del 4 aprile, durante il quale i vertici aziendali italiani e francesi avevano presentato un piano industriale volto a dissipare i dubbi sull’impegno di Purflux verso lo stabilimento di Sant’Antonino, ribadendone la strategica e importante centralità all’interno del Gruppo e prospettando una lenta ma costante uscita dallo stato di crisi. In quell’occasione, era stata auspicata anche una gestione delle relazioni sindacali più corretta e costruttiva, impegno ribadito anche alla presenza del sindaco e di alcuni membri della giunta comunale di Sant’Antonino. “Oltre ai proclami le parole sono state smentite dai fatti avvenuti, ma soprattutto dall’annuncio avvenuto nell’ultimo incontro di possibili futuri esuberi”, denunciano con forza dalla Fiom-Cgil. “Ribadiamo quindi la nostra fortissima preoccupazione per il futuro del nostro stabilimento, non tollereremo ulteriori esclusioni su decisioni aziendali e ribadiamo la centralità del mantenimento del livello occupazionale”. La situazione a Sant’Antonino resta quindi delicata, in bilico tra le rassicurazioni aziendali e le concrete azioni che sembrano andare in c

































