L’avidità dei data center: la domanda di energia aumenta

ECONOMIA L’avidità dei data center. A cura di Quirien Lemey di Decalia. Ad aprile, il Maine è stato sul punto di diventare il primo Stato degli Stati Uniti a bloccare la costruzione di centri dati per l’IA. Alla fine, il governatore ha posto il veto sul disegno di legge, sostenendo che non prevedeva una moratoria per un progetto attualmente in corso in una città in difficoltà. Nella sua decisione comunicata all’organo legislativo federale, ha tuttavia manifestato un certo sostegno a tale moratoria, in considerazione degli “effetti dei grandi centri di elaborazione dati presenti in altri Stati sull’ambiente e sulle tariffe elettriche”. Garantire un approvvigionamento energetico adeguato, superare gli ostacoli normativi, reperire personale tecnico e rispondere alle preoccupazioni delle comunità locali: sono solo alcuni degli ostacoli che caratterizzano il ciclo di sviluppo delle infrastrutture fisiche per l’IA. Al punto da farlo uscire dal tempo… o dallo spazio?

La domanda di energia dei centri dati sembra destinata ad aumentare

A livello mondiale, la domanda di energia dei centri dati sembra destinata ad aumentare in modo massiccio nei prossimi anni. Uno studio di Morgan Stanley prevede una crescita annua composta del 23% tra il 2023 e il 2030 negli Stati Uniti e in Asia, e un ritmo leggermente inferiore, pari al 16%, in Europa. Sebbene tale domanda non riguardi esclusivamente i centri dati dedicati all’IA, questi ultimi rappresentano comunque una parte consistente dell’espansione, in particolare negli Stati Uniti e in Asia. Alcune delle strutture progettate dagli hyperscaler potrebbero richiedere più di 1 gigawatt di energia elettrica per funzionare, ovvero un consumo pari a quello di circa 750.000 abitazioni. Il che, ovviamente, solleva la questione della disponibilità di energia in futuro e dei relativi costi, con la guerra in corso in Iran che non fa che accrescere l’incertezza. Le previsioni allarmistiche su una possibile carenza di energia per alimentare i data center hanno sicuramente fatto notizia negli ultimi tempi.

Come affrontare l’attuale problema della disponibilità energetica

Anziché cercare di garantire un aumento dell’offerta da parte delle aziende di servizi pubblici o spingere per il ripristino delle capacità nucleari – entrambe procedure potenzialmente lunghe – notiamo che diverse aziende stanno cercando di affrontare l’attuale problema della disponibilità energetica ricorrendo a turbine a gas (Siemens Energy, GE Vernova) o a celle a combustibile (ad esempio Bloom Energy). Negli Stati Uniti, l’adozione di tali tecnologie è ovviamente favorita dall’autosufficienza del Paese nel settore petrolifero e del gas. La Cina, dal canto suo, evidenzia un vantaggio diverso: quello di essere diventata un colosso nel settore dell’energia pulita. Le difficoltà, tuttavia, non riguardano solo l’alimentazione. I dirigenti del settore tecnologico segnalano che la realizzazione dei principali data center sta subendo ritardi a causa delle difficoltà nell’ottenimento dei permessi, nonché di una carenza cronica di personale specializzato e di attrezzature.

Data center nello spazio

Il fatto che i progetti siano concentrati in alcune regioni non fa che aggravare tali problemi e aumentare i costi, intensificando la concorrenza. A questo si aggiungono gli ostacoli politici legati alle crescenti lamentele a livello locale dei residenti riguardo all’inquinamento acustico, alla potenziale carenza idrica e all’aumento dei prezzi dell’energia. Tutto sommato, ciò potrebbe far sì che il ciclo di sviluppo dell’infrastruttura fisica dell’IA si protragga molto più a lungo di quanto molti attualmente prevedano, e potrebbe causare delusioni in termini di monetizzazione degli investimenti nell’IA, che negli ultimi mesi è stata sicuramente oggetto di grande attenzione da parte degli investitori. Oppure questa situazione potrebbe essere vista in una luce piuttosto positiva, poiché contribuisce a ridurre il rischio di un eccesso di capacità significativo. Infine, potrebbe dare impulso alla realizzazione di data center nello spazio, un argomento di grande attualità vista l’imminente quotazione in borsa di SpaceX!

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