
GIAVENO – La scelta di depotenziare il Polo Sanitario di Giaveno non piace al sindacato UIL, che in una nota del Segretario Aziendale Nazzareno Arigò spiega. “Siamo venuti a conoscenza attraverso gli organi di stampa della volontà della Direzione Aziendale di riavviare i servizi in questa fase post Covid, come peraltro da indicazione Regionale. Si nota però, con un certo disappunto, che non verranno ripristinati i Punti di primo intervento presenti nella nostra azienda. Tale scelta pianificata e sostenuta, non ci risulta però rispondere alla volontà Regionale che, invece intende, nella Sua nota alle aziende sanitarie, riattivare al 100% i servizi attivi nel periodo pre Covid. Inoltre, per quel che concerne la riorganizzazione della medicina territoriale, la Regione Piemonte è in attesa di pianificare gli investimenti necessari per lo sviluppo di nuovi progetti e delle linee di indirizzo. La UIL si dichiara assolutamente contraria e preoccupata per l’ennesima chiusura di servizi utili ai cittadini“.
IL SINDACATO CONTRARIO
Si parla poi di come si è arrivati a questa situazione. “Tali politiche hanno di fatto messo in ginocchio il sistema, facendo pagare i costi ai cittadini e ai lavoratori, esposti una volta di più a un elevato rischio clinico assistenziale per allungamento dei tempi di risposta diagnostica e terapeutica, oltre per la mancanza di operatori formati nel gestire eventuali urgenze, come sta peraltro verificandosi in questi giorni nei due presidi territoriali interessati, Giaveno e Venaria. Entrando nel merito del nuovo servizio, sembra che i Sindaci dei Comuni interessati, forse a causa di cattivi consigli, siano concordi ad avvallare tali nuovi servizi, se non altro come provvisoria compensazione alla chiusura del PPI. Ci chiediamo se sappiano cosa sia un Punto di accesso diretto“.
COS’E’ UN PAD?
Il Punto di accesso del Polo Sanitario di Giaveno non è un servizio di emergenza, ma è un servizio ambulatoriale dove è possibile trovare la presenza di un Medico di Medicina Generale. Il medico non ha possibilità di utilizzare percorsi dedicati per fare diagnosi o chiedere consulenze, non può eseguire un ECG in caso di dolore toracico e non ha neanche gli strumenti di telemedicina per richiedere consulenze a distanza. Il Medico non ha l’ampia scelta farmacologica di tipo ospedaliero, ma è dotato degli strumenti già in possesso di una guardia medica. Poi il medico ha il supporto di un infermiere che eroga una prestazione infermieristica parziale, in quanto si trova limitato per le argomentazioni sopra espresse. Il medico non può fare terapia endovenosa, in quanto in questi servizi non ci sono sale di osservazione. Il Punto di accesso diretto non è un pronto soccorso. Dicono dalla UIL. “Non è stata data alcuna corretta informativa alla popolazione con conseguente inevitabile aumento rischio. Si chiede pertanto, in attesa di reperire le risorse umane idonee a riaprire e di valutare la possibilità di sospendere l’apertura di tali servizi“.
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