Piossasco: quando i Signori della città difesero per secoli il territorio con Casa Savoia Il toponimo deriverebbe dal prediale Platius

Vittorio Amedeo IIVittorio Amedeo II

PIOSSASCO – La storia di Piossasco. Piossasco (Piossasch in piemontese) è un comune italiano di 18.366 abitanti della città metropolitana di Torino, in Piemonte. Nel territorio di Piossasco si può riscontrare un clima particolarmente favorevole, grazie al quale, sin dall’età del ferro, è stato possibile lo sviluppo di insediamenti umani. Nel complesso morfologico del monte San Giorgio, della Montagnassa e del monte della Croce sono state individuate fasi di cultura materiale risalenti all’età del ferro e delle incisioni rupestri collocabili tra l’età del ferro e del bronzo. Non sono molte invece, le informazioni sul periodo pre-romano e romano.

IL NOME

Il toponimo deriverebbe dal prediale Platius, accostato al suffisso ascus, che lo ricondurrebbe a una presenza di popoli celto-liguri. Note sono anche le varianti Platuaschia, Plazasca, Plosz-ascum, Plosasco, intorno all’XI secolo. Non ci sono testimonianze di influenze celtiche. Mentre sappiamo dei primi insediamenti romani nel I secolo da parte delle conquiste dell’imperatore Augusto in Piemonte. Con villaggi agricoli popolati dai veterani, in modo tale da accrescerne l’affidabilità dal punto di vista militare e politico. Nonostante si riscontrino numerosi ritrovamenti dell’epoca. Non è possibile collegarli a insediamenti ben precisi.

LE GUERRE

I Signori di Piossasco difesero per secoli il territorio, grazie anche all’appoggio di Casa Savoia, almeno fino al XVII secolo, quando, nonostante l’aiuto delle truppe di Vittorio Amedeo II. L’antica vedetta, detta il “Gran Merlone”, a guardia del borgo, fu quasi interamente distrutta dall’avanzata francese, che culminò con la storica battaglia della Marsaglia del 1693. Tuttavia, il Castello dei Nove Merli fu difeso e risparmiato. Dal XIX secolo circa, Piossasco divenne una semplice stazione di passaggio carrabile lungo la Strada Reale tra Torino e Pinerolo. Mentre la sua attività agricola fu affiancata dall’incipiente nascita imprenditoriale dei primi liquorifici piemontesi. Come ad esempio i vermouth “Baudino”, “Reinaudi” e “Oberto”, e dell’alta pasticceria di “Mondino”.

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