
BUSSOLENO – Il primo novembre del 1943 un gruppo di partigiani della Valsusa comandati da Walter Fontan e Fiorentino Peirolo difesero la borgata Pietrabianca da un offensiva nazifascista. Il 10 dello stesso mese Peirolo, nome di battaglia “Bruno”, viene ucciso aĀ dai fascisti ad Usseglio in Valle di Viù. Si trovava lƬ per una inĀ missione esplorativa. L’assassinio di Peirolo provocò lo sdegno di tutti gli abitanti della Valsusa. La popolazione diĀ Bussoleno e dei paesi vicini partecipò in massa al funerale. In tanti per rendere onore al ragazzo, classe 1918, e per manifestare la propria rabbia a tedeschi e fascisti che avevano vietato di dargli sepoltura. Peirolo, prima del’8 settembre, aveva combattuto come artigliere nel 1° Reggimento con il grado di Sergente Maggiore.
L’INVERNO
Il primo inverno della guerra civile fu molto duro per i partigiani della Valsusa. Costretti a lottare contro i tedeschi, i fascisti della Repubblica di Salò, il freddo eĀ la fame, In questo clima vennero colpiti da una serie di attacchi e uccisioni che in pochi mesi li privarono dei loro elementi migliori.Ā Si aprirĆ nel movimento partigiano una crisi destinata a durare fino alla primavera del 1944.Ā In quel novembre. Il 27 novembre i comandanti Felice Cima, Marcello Albertazzi “Barba”e il partigiano Camillo Altieri cadono inĀ un imboscata delle SS presso Caprie. I tedeschi, per paura di perdere un territorio strategico per i loro traffici rafforzarono i variĀ presidi. Prima quelli permanenti di Condove, Sant’Antonino e Avigliana. Poi a Borgone, Bussoleno, Susa, Chiomonte, Oulx, composti anche da russi bianchi comandati da ufficialiĀ tedeschi.Ā Questi stanziamenti di forze preannunciano a un grosso rastrellamento della zona, ordinato dalĀ generale Zimmerman ai primi di dicembre.
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