Partigiani della Valsusa: a Caprie con i ragazzi ricordando il comandante Cima L’agguato nel 1943, la pace oggi

CAPRIE – Una due giorni a Caprie in occasione della ricorrenza dell’agguato a Marcello Albertazzi, Felice Cima e Camillo Altieri, partigiani della Valsusa. Tra gli appuntamenti la presentazione del libro “Percorsi di Viaggio con il Museo Valsusino della Resistenza”. Ospite lo storico e studioso Gianni Oliva. Poi la celebrazione al monumento ai caduti con l’intervento di Marco Sguayzer e la partecipazione delle classi 5ª primaria di Caprie e 3ª secondaria di Condove. Presenti i rappresentanti delle Associazioni con i labari e le bandiere.

monumento albertazzi caprie

A CAPRIE

Il 25 novembre, il gruppo di partigiani della Valsusa Cima attaccò, presso Condove, un colonna di autoblindo tedesche. Questa azione provocò una reazione da parte del comando tedesco. Due giorni dopo il comandante Felice Cima, di ritorno da una riunione cadde in un’imboscata delle truppe tedesche nella zona di Caprie. Ferito, venne catturato e condannato a morte. Avrebbe compiuto 22 anni pochi giorni dopo. Con Cima persero la vita il comandante Marcello Albertazzi e l’autista Camillo Altieri. Fu un duro colpo per i partigiani locale che persero al guida. Ma chi era Felice Cima? Nacque a Saluzzo il 15 dicembre del 1921. “Partigiano combattente “Ferito dal nemico in agguato, veniva catturato dopo impari lotta: condannato alla pena capitale, attendeva la morte con eroica fermezza“. Era il novembre del 1943  e ricevette la Medaglia d’argento al Valor Militare.

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