Parchi Alpi Cozie: dimissionario il Presidente Deidier "Troppi ostacoli per cambiare qualcosa: non sono qua solo per firmare delibere". Le dimissioni comunicate da un letto Covid di ospedale

SALBERTRAND – Il Presidente dei Parchi Alpi Cozie Mauro Deidier poco fa ha rassegnato le sue dimissioni volontarie dall’incarico. Una decisione che fra l’altro Deidier ha dovuto comunicare al Consiglio Direttivo, riunito in videoconferenza, da un letto di ospedale, essendo ricoverato in situazione critica e sotto ossigeno per Covid con una polmonite bilaterale. Una decisione sofferta, ma ferma e irrevocabile, che arriva dopo cinque mesi di continue tensioni interne all’Ente. In particolare con il Direttore, e dopo molteplici, ma inutili tentativi di ricomposizione che alla fine hanno indotto Deidier a lasciare. Dimissioni presentate dopo aver messo al sicuro l’ente con la predisposizione del programma e del bilancio di previsione 2021 evitando periodi di incertezza gestionale.

L’ESPERIENZA DI DEIDIER

A Deidier non mancava di certo l’esperienza per questo incarico: già Dirigente pubblico per oltre trent’anni, con 204 dipendenti assegnati prima del recente pensionamento, in anni passati era già stato Presidente del Parco Orsiera-Rocciavrè, poi confluito nelle Alpi Cozie. Carica che aveva ricoperto per circa vent’anni con l’appoggio dei Sindaci delle valli. “Mi ero fatto convincere ad accettare questo incarico da alcuni Sindaci e dalla Regione Piemonte ed avevo iniziato con entusiasmo. È un ente ricco di professionalità, quasi cinquanta dipendenti su cinque sedi, da anni un valore aggiunto per le valli. Tuttavia in accordo con chi mi aveva proposto e con la Regione stessa, il mio mandato prevedeva obiettivi ambiziosi.

Soprattutto un significativo cambio di strategie: lo snellimento della macchina burocratica, un programma di promozione e di sviluppo e non solo di tutela e conservazione. Poi una gestione dei vincoli normativi non a scontro, ma condivisa con i Sindaci. La messa in rete dei programmi con le amministrazioni del territorio, l’aggiornamento dei Piani di Gestione. Inoltre  più attività di educazione ambientale nelle scuole, promozione del turismo, un piano straordinario di  manutenzione del territorio e un maggior sostegno con le attività pastorali. Nuovi programmi che si rendevano fattibili solo riducendo del pari altri settori di attività che stanno impegnando gran parte del tempo del personale. Come il dimezzamento dei 32 progetti di studio e ricerca, in particolare quelli meramente teorici e fine a se stessi o non dotati di finanziamenti. Nonché la riduzione dell’enorme impiego di tempo e risorse di personale  in progetti come quello  dello studio e monitoraggio del lupo”.

LE DIFFICOLTÀ INCONTRATE

Secondo Deidier le logoranti e quotidiane difficoltà incontrate non avrebbero consentito cambi significativi di strategie. Parla di “mancato coinvolgimento in gran parte delle attività in corso, logoranti e continui ostacoli nell’attivazione dei nuovi progetti, difesa strenua dello status quo, concezione che la figura del presidente fosse riferimento prevalente per la firma di atti pronti. Inoltre continue incomprensioni nella gestione della comunicazione. E poi la condivisibile esasperazione di alcuni sindaci per interpretazioni vincolistiche e strumentali  di norme e conseguente pregiudizio per attività di sviluppo locale…

IL PROGETTO WOLFALPS

Nei mesi scorsi dopo una presa di posizione netta sugli eccessivi costi e la mancanza di trasparenza ed equilibrio nella gestione del Progetto Wolfalps, Deidier aveva rappresentato per l’intero settore pastorale dal Cuneese all’Ossolano, ma anche per moltissimi pastori di regioni come Lombardia, Veneto e Friuli, un punto di riferimento. Nella speranza che a livello nazionale si riattivassero gli sforzi per giungere a un piano di gestione del predatore serio, che rendesse sostenibile questa problematica presenza. Anche se questa presa di posizione era costata a Deidier parecchie ritorsioni a livello personale, in parte attive ancor oggi, ma in effetti le acque si erano mosse. La Regione Piemonte ha attivato l’audizione di amministratori e associazioni locali sul tema gestione specie lupo. L’Assessore Regionale Carosso, in rete con le altre regioni alpine, ha riportato al Ministero dell’Ambiente le istanze degli allevatori e la richiesta di un piano di gestione e di contenimento.

IL SOSTEGNO FUTURO AL SISTEMA PASTORALE

Sono soddisfatto che siano state attivate azioni che potranno portare risultati significativi. – sottolinea Deidier – Anche senza la carica di Presidente di Parco continuerò a titolo personale gli sforzi per sostenere questo meraviglioso sistema pastorale. Occorre evitare il rischio di abbandoni dell’attività che sarebbero gravissimi per il territorio. Mi spiace ma per me, prima del lupo, c’è la tutela dell’uomo di montagna. Ringrazio l’Assessore Regionale Carosso e il Consigliere del territorio Valter Marin per la vicinanza e il pieno e continuo sostegno ricevuto da loro  in questi mesi. La condivisione di molti progetti innovativi avrebbe fra l’altro portato a breve ad individuare il Parco Alpi Cozie come un modello di sperimentazione gestionale fra le aree protette del Piemonte”.

UN’IDEA DIVERSA DI PARCO NATURALE ALPINO

E Deidier conclude nella sua comunicazione di dimissioni: “la situazione gestionale da me riscontrata  è purtroppo molto diversa dalla mia idea di Parco Naturale Alpino. A mio parere,  accanto alla mera funzione di tutela, di studio e di ricerca fine a se stessa, dovrebbe salvaguardare e tutelare  anche chi ancora vive e lavora in montagna. In questi anni, in Parchi come le Alpi Cozie,  si è radicato un sistema che ha finito per orientare l’impiego di gran parte delle risorse economiche e professionali nella prevalente funzione di conservazione e di applicazione di norme vincolistiche. Senza attivare significative azioni di sviluppo e di tutela della presenza dell’uomo e delle sue fragili attività economiche.” In assenza di Deidier sarà il Vice Presidente Remo Tabasso a condurre l’Ente fino alla nomina regionale del nuovo Presidente.

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