Ottant’anni fa le ultime battaglie sul Moncenisio tra tedeschi e francesi

MONCENISIO – A metà aprile 1945 si svolsero gli ultimi scontri al Moncenisio, tra le forze di Liberazione francesi e i tedeschi che occupavano il valico dal settembre del 1943. L’obiettivo dell’offensiva francese era  il Mont Froid che, dall’alto dei suoi 2900 metri di quota, dominava l’intera piana del Moncenisio e tutte le postazioni italo-tedesche. L’azione, alla quale fu destinata la 4ª compagnia dell’11° bat­taglione di Chasseurs alpins del capitano René Grand, ebbe inizio il 4 aprile: con un attacco ben combinato, che durò tutta la giornata, cogliendo di sorpresa i difensori tedeschi, i francesi riuscirono ad impadronirsi delle postazioni del Mont Froid, costringendo i nemici a ritirarsi verso il Colle del Moncenisio.

Le ultime battaglie sul Moncenisio

Nella notte dal 6 al 7 aprile le batterie italo-tedesche del Pattacroce, del Paradiso e i mortai bersagliarono il Mont Froid. Il tiro fu seguito dal contrattacco per recuperare la posizione: ma i gebirgsjager tedeschi e i paracadutisti della RSI, nonostante estenuanti combattimenti, non riuscirono a riprenderla. Significativa la testimonianza del caporale maggiore Jean Gilbert che, con la sua sezione, riuscì incredibilmente a resistere contro le soverchianti forze avversarie: “A qualche decina di metri i tedeschi arrivavano gridavano: «I tedeschi, che urlano in continuazione, stanno arrivando. Noi ci difendiamo con l’energia dei disperati, ma bisogna risparmiare le munizioni, perché nessun soccorso ci potrà essere inviato … La nostra sezione conta quattro morti e cinque feriti. È un prezzo costoso per questo Mont Froid!”L’attacco francese al Moncenisio mise subito in allarme i comandi tedeschi. Il generale Steets e il colonnello Ernst si portarono immediatamente all’Ospizio, sede del comando, per valutare la situazione. In un primo momento pensarono di arretrare la linea di resistenza, ma dal comando dell’armata tedesca giunse l’ordine di riprendere possesso del Mont Froid.

Gli chasseurs des Alpes volevano irrompere su Susa, La Stampa, 9 aprile 1945.
Gli chasseurs des Alpes volevano irrompere su Susa, La Stampa, 9 aprile 1945.

L’attacco fu sferrato nella notte fra l’11 e il 12 aprile. I tedeschi, disposti su due colonne, attaccarono la cresta del Mont Froid, da nord e da sud, e pur dovendo superare una forte pendenza, riuscirono a sorprendere i francesi. Dopo qualche ora di lotta accanita, gli chasseurs abbandonarono le loro posizioni, lasciando sul campo 12 morti e 63 prigionieri. Fu testimone dell’azione, condotta in una difficile notte di tormenta, il sottotenente Dressi del battaglione Folgore della RSI: “Il combattimento prosegue accanito, le raffiche di mitragliatrice e gli scoppi delle bombe a mano si susseguono continuamente, poi tutto diminuisce e torna il silenzio: i francesi si sono arresi, hanno assolto il loro compito, dimostrando un ottimo addestramento e, soprattutto, l’attaccamento al dovere e alla Patria; hanno combattuto in condizioni climatiche terribili, isolati … suscitando l’ammirazione dei tedeschi e la nostra”. Mentre si combatteva attorno al Mont Froid, altre compagnie di chasseurs alpins tentavano, senza successo, di impadronirsi del forte Petite Turra, ancora presidiato dai tedeschi. L’offensiva francese sul Moncenisio fu un fallimento. Nonostante i 7000 colpi sparati dai pezzi francesi dal 5 al 12 aprile, nessuno degli obiettivi prefissati dai comandi franco-alleati fu raggiunto. Di lì a qualche giorno, con la fine di aprile, i tedeschi lasciarono il Mont Froid, il forte Petite Turra e l’intero altopiano del Moncenisio per ritirarsi in pianura.

Il forte Mont Froid, teatro degli ultimi scontri sul Moncenisio
Il forte Mont Froid, teatro degli ultimi scontri sul Moncenisio

Bibliografia:

M. Minola, Guerre sul Moncenisio, Susalibri 2024.

 

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