Ospedale di Susa: l’opposizione “Negli anni persi sette Primari, Ginecologia e il Nido sono stati chiuse definitivamente”

Gelatè

SUSA – Si discuterà del futuro dell’Ospedale di Susa in Consiglio Comunale grazie ad una mozione del gruppo di minoranza. Le dimissione del dottor La Brocca hanno innescato forti preoccupazioni in tutta la città. Scrive il gruppo di Plano, Alessandra Brezzo, Antonita Fonzo e Massimo Chianello. “Nonostante le rassicurazioni e le affermazioni sull’importanza strategica di questo Ospedale si rileva che negli anni si sono persi i setti Primariati di Ostetricia-Ginecologia, Pediatria-Nido, Chirurgia, Ortopedia, Anestesiologia, Laboratorio Analisi, Radiologia. Queste strutture complesse sono state declassate a Strutture Semplici, con riduzione dei posti letto e collocazione dei Primari a Rivoli. La Ginecologia e il Nido sono state chiuse definitivamente. I pazienti ricoverati in Medicina sono malati in maggioranza anziani, con pluripatologie croniche, dunque estremamente fragili, e in caso di acuzie non possono essere dimessi in pochi giorni o trasferiti in Lungodegenza a Venaria o nelle Continuità Assistenziali di Giaveno ed Avigliana“.

LA RIDUZIONE DEI SERVIZI

Si teme pertanto che dopo la riduzione della Medicina a struttura semplice alla dipendenza di Rivoli: Il passo successivo potrebbe risultare il declassamento del Pronto Soccorso a Punto di Primo Intervento. Come già accaduto a Giaveno ed Avigliana, senza il supporto dell’Anestesista e dei Servizi di Radiologia e di Laboratorio nelle ore notturne. In tal caso, a fronte della necessità di una ecografia urgente o di una TAC con contrasto il paziente dovrebbe essere trasferito a Rivoli in ambulanza. Mentre le analisi di laboratorio dovrebbero essere effettuate con dispositivi automatici. In caso di traumi gravissimi e purtroppo turisti, sciatori e motociclisti rappresentano una casistica molto elevata non ci sarebbe la possibilità di fare diagnosi. Non ci sarebbe prevista la presenza di un Anestesista Rianimatore per le intubazioni“.

IN VALLE

“Gli abitanti della Valle, in questa indesiderata eventualità, per le necessità di Pronto Soccorso dovrebbero utilizzare il DEA a Rivoli, che già presenta alcune criticità, con disagio particolarmente grave per gli anziani e per le loro famiglie. In caso di emergenza, il PPI non sarebbe in grado di far diagnosi tempestive. Oltre a queste incertezze, si manifesta la preoccupazione circa la capacità di affrontare l’emergenza Coronavirus per la carenza di personale lamentata dal Primario dimissionario“.

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Meyer Susa

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