Orrido di Foresto: la riserva naturale nel cuore della Valsusa

BUSSOLENO – Giunti a Bussoleno si posteggia l’auto nella piccola piazza davanti alla chiesa poi ecco l’Orrido di Foresto. Pochi passi, tra le austere case in pietra grigia, antiche porte con stemmi che danno su cortili chiusi come fortezze, paratoie, un mulino, e lo scroscio delĀ Rio Rocciamelone, amplificato dalla maestosa cassa di risonanza che si dispiega intorno all’improvviso. Le pareti calcaree incise dall’acqua sembrano ancora più alte, sulla sinistra si distinguono muri di pietre squadrate che chiudono strette barme, ripari sotto le rocce utilizzati forse un tempo come ricoveri da monaci eremiti, e poi reimpiegati come lazzaretto nei secoli delle pestilenze, e poi ancora nel XVIII secolo, durante una rovinosa epidemia di colera.

LA FERRATA

La Via Ferrata dell’Orrido di Foresto ĆØ di recente fattura, la ricostruzione di un vecchio itinerario, attrezzato negli anni Sessanta da un gruppo di volontari, appartenenti al Club Alpino Italiano. La via ĆØ stata utilizzata per circa un ventennio, poi chiusa, ed in parte smontata, in quanto divenuta eccessivamente pericolosa. Nel Novembre del 2003, su iniziativa delle Guide Alpine della Valle e con i denari stanziati dal Comune di Bussoleno, la ā€œVia Ferrata dell’Orrido di Forestoā€ ĆØ stata ricostruita e leggermente variata nel suo percorso originale. Un ulteriore intervento nel 2010, ha permesso la realizzazione di tre ponti tibetani che rendono ancora più spettacolare l’itinerario. Oggi il nuovo percorso presenta molto più ā€œferroā€œ di quello originale, il che facilitĆ  e rende la salita più agevole, pur rimanendo un itinerario di una certa difficoltĆ  con un paio di brevi tratti molto impegnativi. L’itinerario si snoda completamente all’interno della profonda gola, scavata in tempi antichi dal Rio Rocciamelone, nelle tenere rocce calcaree che sovrastano l’abitato di Foresto. L’ambiente ĆØ tetro e spettacolare nel medesimo tempo, il torrente che scorre impetuoso costantemente sul fondo del canyon, crea cascate e pozze straordinarie, tanto da impressionare l’escursionista non abituato a certi ambienti.

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