CASELETTE – Ć partita dalla segnalazione di due escursionisti nei boschi nei pressi del lago Borgarino di San Gillio, nellāOasi di protezione faunistica dei Laghi di Caselette. Lāoperazione anti bracconaggio della Polizia metropolitana, delle Guardie Ecologiche Volontarie e delle Guardie Zoofile della LAC che ha portato allāindividuazione e alla denuncia di due cittadini. Accusati di aver posizionato e utilizzato lacci-trappola per la cattura di fauna selvatica. I due escursionisti che percorrevano il Sito di Interesse Comunitario dei Laghi di Caselette. E’ affidato in gestione alla CittĆ Metropolitana di Torino. Avevano rinvenuto un laccio-trappola che aveva catturato e ucciso un capriolo ed avevano interpellato la Sala operativa GEV.
A CASELETTE
A sua volta aveva allertato un ufficiale di polizia giudiziaria della Polizia metropolitana, il quale aveva effettuato un sopralluogo. Accompagnato da alcune GEV e da Guardie zoofile della LAC. Non riuscendo ad individuare il responsabile, dopo una giornata di appostamento, ĆØ stata posizionata unāapparecchiatura fotografica di sorveglianza occultata tra la vegetazione. PoichĆ© dopo 48 ore i presunti bracconieri, evidentemente insospettiti dai controlli, non avevano rimosso la carcassa dellāanimale. E’ stata raccolta e sequestrata la carcassa e sono state visionate le immagini della fotocamera, che hanno consentito di individuare un sospettato. La Procura della Repubblica ĆØ stata informata delle indagini in corso per identificare una persona. Nei cui confronti ĆØ stato richiesto un decreto di perquisizione locale per ricercare le tracce del reato. Solitamente alla cattura con i lacci fa seguito lāabbattimento con unāarma da fuoco.
I LACCI
Ottenuto il decreto di perquisizione domiciliare, nella mattinata di venerdƬ 11 dicembre ufficiali della Polizia metropolitana hanno effettuato lāoperazione. Perlustrando ulteriormente la zona in cui era stato rinvenuto il capriolo, grazie anche ai volontari GEV e LAC, sono stati trovati altri 19 lacci-trappola. Attivi per la cattura della fauna selvatica. In particolare 14 lacci-trappola erano specifici per la cattura di cinghiali e caprioli, per dimensione e modalitĆ di posizionamento, mentre altri 5 lacci erano posizionati al suolo. Per la cattura āad inciampoā di volpi e lepri. Per alcuni lacci si notavano sui tronchi di ancoraggio tracce di sfregamento e abrasione. Dovute sicuramente al divincolarsi della fauna precedentemente catturata.
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