Le Librerie Panassi propongono fino al 31 dicembre 2017 alcuni testi di narrativa editi da Susalibri scontati del 25%. Ce n’è per tutti i gusti, dai testi storici ai gialli passando tra pagine di escursionismo e medicina.
Sentieri in Val Sangone – Claudio Rolando
La Valsangone è una vasta conca verde che si apre tra le valli Susa e Chisone, trenta chilometri a ovest di Torino, dove ancora si respira quella cultura contadina che, per secoli, ne ha plasmato l’ambiente. Una valle ricca di storia che, sulle montagne e lungo i sentieri che la percorrono, conserva le memorie delle lotte partigiane, delle solenni traslazioni delle salme dei Savoia alla Sacra di San Michele, delle storiche battaglie tra piemontesi e francesi, dei soggiorni di Pirandello e Augusto Monti e delle leggende che sfumano nell’incerto confine tra terra e cielo.
Il Cantico delle Creature – San Francesco D’Assisi a cura di Anna Scarpetta
Il Cantico di Fratello Sole di San Francesco d’Assisi, o Cantico delle Creature, è considerato come uno dei primi gioielli della letteratura italiana nascente. Dalla sua origine ha permesso a numerosi ascoltatori di vivere una pacificazione profonda del loro essere nel mondo. Il Cantico è un magnifico inno che esprime la mistica visione del Santo di Assisi. Favorendo l’ambiente montano l’atteggiamento spirituale in cui lo spirito individuale trova risposta al senso del suo essere e la esplicazione delle proprie capacità nella contemplazione, a complemento dell’opera del Santo le illustrazioni sono fotografie riprese a Bardonecchia (Torino) sulle Alpi Occidentali.
100 Escursioni in Valle di Susa – Rosanna Carnisio
Scopo di questa pubblicazione è invitare tutti, anche chi è meno esperto, a percorrere i sentieri della valle di Susa per scoprire il fascino discreto e nascosto di queste montagne ricche di tesori ambientali ed artistici. A poca distanza dagli impianti sciistici, curiosi borghi disabitati e baite recuperate con raffinata intelligenza testimoniano comunità che vogliono ritornare a riaffermarsi per sottolineare un passato travagliato e prestigioso, che cerca di riappropriarsi del ruolo della cultura popolare da cui abbiamo ereditato un patrimonio storico e linguistico che si è tramandato fino a noi con il suo folckore e le sue rappresentazioni. Gli itinerari descritti permettono di superare i confini naturali delle ampie valli tributarie della valle di Susa, aprendo allo sguardo più attento, scenari sorprendenti, a volte misteriosi, che parlano al nostro intimo quasi senza renderci conto. Passeggiando tra le pinete sarà facile cogliere il sussurro del vento tra le foglie di alberi secolari che hanno assistito ad antiche e cruente guerre e rappresaglie e al contempo godere del rumore allegro dei ruscelli che scendono destreggiandosi tra i sassi e che offrono gratuito refrigerio. Carta alla mano allora con altimetro per scoprire tutti i segreti che il libro cerca di svelare in una raccolta di proposte escursionistiche e turistiche.
La ferrovia del Moncenisio – Enrico Pieri
“Da ferroviere dilettante ho avuto la gradita sorpresa di suscitare l’interesse e il consenso dei lettori; la prima edizione è stata esaurita in breve tempo. Ora, accogliendo le cortesi richieste di amici, amatori, enti, il libro viene nuovamente pubblicato grazie all’interessamento di un giovane e dinamico editore particolarmente interessato ad argomenti di storia piemontese e della valle di Susa. La prima parte è dedicata alle vicende della Mont-Cenis Railway con un accenno alle altre ferrovie Fell; per chi vuole descrizioni e dettagli tecnici c’è la seconda parte, in cui sono illustrate le locomotive e i particolari dispositivi. Un cordiale ringraziamento va allo storico ferroviario inglese F.K. Pearson, che ha fornito molte interessanti notizie dal suo inesauribile archivio e a Mr. J. Cooke per le belle stampe da riviste dell’epoca e all’Institution of Civil Engineers di Londra che ha rintracciato i disegni tecnici della prima locomotiva Fell”. Enrico Pieri
Fiori di Bach. Oltre le parole – Elena Gherra
È un libro rivolto a chi intende approfondire la conoscenza dei Fiori di Bach in maniera nuova e originale. Tramite le 38 Carte allegate, ciascuna essenza floreale viene rappresentata attraverso un racconto ed una vignetta, permettendo così al lettore di coglierne il significato servendosi semplicemente di metafore ed immagini, per una comprensione più diretta e profonda. Sono molto efficaci anche con i bambini e utili a genitori e insegnanti. Ne deriva un coinvolgimento di grandi e piccini che contribuisce a creare un prezioso scambio empatico. Vengono inoltre indicati i nuovi approcci alla floriterapia, complementari all’utilizzo classico, che hanno seguito alcuni terapeuti, per fornire al lettore la possibilità di approfondirne ed integrarne la conoscenza.
Il freddo, la paura e la fame – Federico Del Boca
Federico Del Boca era impiegato alla Galleria d’Arte Moderna di Torino, quando, nel 1962, decise di mettere sulla carta le sue memorie di vita partigiana. Aveva aspettato diciassette anni perché per lui, come per molti altri, “la guerra finì soltanto nel 1961”, nel momento in cui gli fu possibile, dopo i postumi della vita precaria da partigiano e le alterne vicende legate alla salute malferma, trovare un lavoro stabile e uno stipendio sicuro. Il libro andò in stampa nel 1966, per i tipi di Giangiacomo Feltrinelli Editore. E Il freddo, la paura e la fame. Ricordi di un partigiano semplice, fu subito un successo. All’armistizio (8 settembre 1943), Federico aveva diciotto anni, lavorava a Torino e frequentava la scuola serale per diventare radiotecnico. Aveva poche scelte davanti a sé: farsi prendere o salire in montagna: il Col del Lys era proprio sopra casa, una montagna alta ed impervia, con borgate isolate, che sembravano ideali per chi voleva scampare alla cattura o aspettare che la guerra finisse. Era una delle zone della prima Resistenza piemontese, come lo stavano diventando le valli cuneesi o la Valle d’Aosta o la vicina Val Chisone. Federico, ragazzo semplice, scelse di diventare partigiano per evitare di essere catturato dai tedeschi. Nel suo racconto la realtà partigiana viene presentata senza cerimonie, nei suoi lati più crudi. Le pagine sono un grande quaderno, sul quale l’autore impara che cosa sono la fame e il freddo, la paura e il coraggio, l’incoscienza e la prudenza, la dignità e l’abiezione, il sesso e l’amor familiare, le tecniche di vita e quelle operative. La tonalità dominante è data sempre dall’impressione di sentir scorrere, con tutte le sue ingenuità e con la sua rozzezza d’espressione, il racconto di una guerra molto diversa da quelle risorgimentali o del patriottismo borghese. Una guerra per la libertà, con la speranza di ritrovare un avvenire degno di essere vissuto.
Il Piccolo Principe. Ël Cit Prinsi – Testo a fronte italiano e piemontese
Un’idea che a pochi è venuta in mente, o almeno, è venuta, ma non ha ritenuto opportuno metterla in pratica. Parlo dell’idea di realizzare il famoso “Il Piccolo Principe” in bilingue, l’italiano nella pagina sinistra e nella pagina a fianco la traduzione in piemontese, il piemontese “dij Brandè”. Un modo di avvicinare chi non sa leggere il piemontese, tanto meno scriverlo, a questa “lingua” a volte bistrattata. La traduzione non è completamente letterale, bensì nel modo più consono della parlata piemontese. Un modo divertente, insomma!






















