ALMESE – La Giornata Internazionale della Donna in Val Susa si tinge di rosso con l’avvio di “Morpho, farfalla rossa”, il progetto artistico e sociale coordinato dall’associazione Cumalè e dal Ricetto per l’Arte. Questa iniziativa, che trasforma il territorio in un laboratorio diffuso di consapevolezza, utilizza linguaggi visivi e performativi per esplorare il corpo come spazio di identità e relazione. Il programma entra nel vivo oggi, venerdì 6 marzo, a Villar Dora presso la sede di LiberAmente-BeMeWe, con l’atteso laboratorio di Teatro dell’Oppresso intitolato “Il mio silenzio non è consenso: libera di dissentire!”. Attraverso giochi teatrali dinamici, i partecipanti sono invitati a smascherare le dinamiche di potere quotidiane e ad allenare la capacità di scelta tra sfumature di dissenso e affermazione di sé. L’evento, sostenuto dal Distretto del Commercio Monte Musinè, unisce realtà come Arci Centro Antiviolenza e Solidarte in una rete solidale che mira alla trasformazione collettiva, rendendo visibili meccanismi spesso impliciti. È un invito profondo a non restare in silenzio, trasformando la fragilità in una forza consapevole e condivisa che attraversa i confini fisici e sociali.
Dall’8 marzo Almese e i comuni limitrofi ospitano mostre interattive e laboratori di teatro sociale per riflettere sul consenso e l’identità
Il cuore pulsante delle celebrazioni si sposta poi ad Avigliana, dove alle 18:00 presso il centro culturale La Fabrica si inaugurano percorsi espositivi di grande impatto emotivo. La mostra fotografica “Il corpo”, curata da Maya Oss Emer e Nisa Neve Ghidella, e la collettiva “Scompaiono i confini del corpo” offrono una narrazione potente attraverso scatti, poesie e grafiche che indagano la percezione dell’io fisico. Ad arricchire l’inaugurazione sarà la performance coreutica “Coraggio e paura” della compagnia Dancer in Progress, capace di mettere in scena il dualismo tra timore e determinazione. Le opere resteranno esposte per tutto il mese di marzo, accompagnate da talk tematici e momenti di confronto aperti al pubblico, confermando come l’arte possa essere lo strumento maieutico d’eccellenza per combattere la violenza di genere. Partecipare a “Morpho” significa sostenere un cambiamento culturale necessario, dove la bellezza del gesto artistico diventa denuncia e speranza. La rassegna proseguirà sabato 7 con la seconda parte del laboratorio sul consenso, consolidando un legame indissolubile tra cittadinanza e attivismo creativo in tutta la bassa valle, da Almese fino a Collegno e Pinerolo.
































