Mompantero, la consegna delle piantine che saranno piantate sul Rocciamelone La zona individuata è una delle più colpite dal grave incendio dell'autunno 2017

MOMPANTERO –  Questa mattina a Mompantero sono avvenute la consegna e la benedizione delle trecento piantine che verranno piantate domani mattina sul Rocciamelone. Saranno gli Aib di Mompantero e le squadre che tre anni fa combatterono contro le fiamme a effettuare la piantumazione. La zona individuata è una delle più colpite dal grave incendio che nell’autunno 2017 bruciò le pendici del Rocciamelone. Presenti il vescovo Cesare Nosiglia e le autorità, tra cui il sindaco di Mompantero Piera Favro e Giorgio Montabone, vicesindaco di Susa. Presente anche la Croce Rossa Italiana Comitato di Susa che sulla sua pagina Facebook scrive. “Questa mattina presenti a Mompantero in occasione della cerimonia di consegna delle 300 piantine che saranno destinate alle zone più colpite dal grave incendio dell’autunno 2017 che interessò le pendici del Rocciamelone. Un momento simbolico per testimoniare ancora una volta la vicinanza alla montagna e alla comunità che vive questo territorio“. L’iniziativa promossa lo scorso anno da Ascom, Aib e Comuni di Susa e Mompantero permise di vendere cento alberi di Natale con l’impegno di piantare per ciascun albero tre piantine scelte e fornite dal Vivaio Forestale della Regione Piemonte.

L’AUTUNNO 2017

Nell’autunno del 2017 le pendici del Rocciamelone furono colpite da una serie di incendi che si protrassero per più giorni, alimentati anche dal vento. Tutta la Valsusa fu stretta nella morsa del fuoco e del fumo. La situazione rimase critica per giorni e notti, nonostante l’intervento dei Vigili del fuoco, dei Canadair e dei volontari AIB. Il sindaco di Mompantero dovette firmare ordinanze di chiusura al traffico veicolare e pedonale sulle strade che raggiungevano le frazioni del comune interessate dagli incendi boschivi. Il suo commento in quei giorni. “Il fronte di Mompantero è drammatico, voglio ringraziare chi ha lavorato e lavora dell’incendio. Abbiamo famiglie sfollate e problemi vicino a seconde case in montagna. È un dramma vedere famiglie che hanno avuto case bruciate come in frazione Soglietto e al Trucco. Non é ancora chiara la situazione perché non ci siamo ancora avvicinati”. Parole che rilette oggi danno il quadro reale dell’emergenza di quei giorni.

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