TORINO – Il mondo della scuola insorge contro la seconda prova scritta all’esame di Maturità. Prova che secondo l’ordinanza del ministro all’Istruzione Patrizio Bianchi, si svolgerà il 23 giugno, sarà diversa per ciascun indirizzo e sarà predisposta dalle singole commissioni d’esame. Gli studenti hanno già annunciato che scenderanno in piazza per dire no alla nuova maturità. Quelli di Roma si sono dati appuntamento per venerdì con un corteo che si concluderà proprio davanti al ministero. L’Associazione Nazionale Presidi (Anp) chiede a Bianchi di “ripensarci” e senza indugi di eliminarla.
LE CRITICHE
Dal Coordinamento dei presidenti viene descritta come “l’ingiusta maturità“, perché alla normalità, concetto espresso in più occasioni dal ministro, “si ritorna con i fatti quelli concreti, non a parole mettendo sulla carta un esame di maturità che è una beffa“. Il fatto che la seconda prova venga elaborata direttamente dalla singole commissioni d’esame, per il ministero, consente “una maggiore aderenza a quanto effettivamente svolto dalla classe” e tiene conto “del percorso svolto dagli studenti in questi anni caratterizzati dalla pandemia“. E proprio perché c’è stata la pandemia per il presidente di Anp Antonello Giannelli “il ritorno alla normalità deve essere graduale” visto che i ragazzi che quest’anno sosterranno gli esami si sono fatti tutto il triennio con le conseguenze derivanti dall’epidemia ovvero tanta Dad.
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