Maturità: che voto prese il tuo sindaco? L’esame degli amministratori della Valsusa

VALSUSA –  Maturità: che voto prese il tuo sindaco? L’esame degli amministratori della Valsusa.

L’ESAME DI MATURITÀ DEI SINDACI

L’esame della fine della scuola superiore: alla Maturità negli anni sono cambiati i sistemi di voto. Un tempo il massimo non era 100 ma 60, da ottenere solo con le prove d’esame, senza calcolo dei crediti scolastici. La sufficienza era posta a quota 36: un traguardo agognato da molti. Perché una delle caratteristiche della maturità nata negli anni ’60,’70,’80 e l’inizio degli anni ’90 era la sua difficoltà, non tanto per le materie in sé quanto per le condizioni ambientali. Perché? Parliamo della composizione delle commissioni. Oggi è mista, ma prima vedeva un solo commissario interno e per il resto era tutta esterna. In pratica il candidato era accerchiato e il suo professore poteva fare ben poco per salvarlo in caso di difficoltà. Poi le materie, da tutte a due, a scelta o meno.

Da Claviere il sindaco Simona Radogna. “Ho frequentato il liceo scientifico a Genova ed ho adorato quegli anni! Ho avuto la fortuna di essere sorteggiata come prima alunna a sostenere gli orali ed ero molto agitata. Ma quando mi hanno fatto la prima domanda di storia, in assoluto la mia materia preferita, mi sono rilassata ed ho cominciato a parlare senza rendermi conto che l’aula si stava riempiendo di ragazzi che volevano capire come si svolgessero le interrogazioni orali. Per quanto riguarda il voto non è stato un granché perché ero una studentessa che faceva il minimo indispensabile. Quando ripenso agli anni della scuola ricordo con piacere la spensieratezza e le amicizie che durano ancora adesso ed anche alcuni professori che mi hanno ispirata”.  Bardonecchia, il sindaco Chiara Rossetti. “Era il 1987, avevo l’orale il 13 luglio, pensavo di portare come seconda materia Filosofia, ma la cambiarono due giorni prima con Italiano. Una compagna mi portò i suoi appunti, tre libroni manoscritti i miei erano su un quadernino di poche pagine. Mi misi a ripassare giorno e notte. Ricordo il professor Alberto Giacone, la sua passione, il suo sapere. Grazie agli scritti e ad una degna interrogazione tutto andò liscio. Se penso al mio esame e a quello che adesso fanno i miei studenti capisco che il mondo è davvero cambiato”. Mauro Meneguzzi, sindaco di Sauze d’Oulx: “Liceo Des Ambrois Oulx, anno 1979, ecco la Maturità classica perché volevo fare il medico… ma anche maestro di sci. Voto: un misero 42/60.”

DALL’OSPEDALE ALLA VASCA DA BAGNO

Enzo Campo Bagatin primo cittadino di Giaglione: “Purtroppo orale fatto in Ospedale al CTO perché nel frattempo ho avuto un incidente stradale con frattura del femore. Devo ringraziare il preside di allora del’ITIS Perino che ha fatto in modo di non farmi perdere l’anno. Voto: 52/60“. Mauro Carena, sindaco di Moncenisio. “Andavo al liceo a Torino e, arrivando dalla Valle, allora ero considerato il montagnino che arriva in città. Ricordo l’impegno, i 60/60 e la prova di Fisica. Imparai senza dubbio a muovermi in un ambiente che non era il mio. Ho dei bei ricordi di alcuni professori davvero eccellenti”. Federico Marocco, sindaco di Sauze di Cesana “Luglio 1992, diploma di Geometra con 46/60 conseguito all’Istituto Tecnico Gioberti di Asti. Ricordo che all’orale mi chiesero di tutto su come doveva essere progettato ed il funzionamento di un acquedotto, persino quanti litri poteva contenere una vasca da bagno. Ricordo la tensione e la preoccupazione ma anche il senso di liberazione e la festa ad esame finito“. Il neo sindaco di Rubiana, Rossella Cogerino: “Ho vissuto l’esame di maturità come una liberazione perché il liceo classico Cavour in quegli anni aveva una fama… davvero meritata! Quest’anno rivivo un’altra volta quell’emozione perché domani toccherà al mio terzo figlio (liceo scientifico però). Elezioni, un esame di terza media, una maturità… oltre alle sessioni universitarie: per la mia famiglia un mese davvero intenso“.

DA LÌ IN POI SAREBBE INIZIATA UNA NUOVA AVVENTURA

Osvaldo Vair, neo eletto sindaco di Chianocco: “Ricordo che per poco non mi ammisero all’esame per le troppe assenze ma uno straordinario Don Mori si battè per farmi ammettere con tutte le materie. Io non ho mai studiato. Avrei meritato un otto per le performance, ma giustamente mi diedero un 43, un sette con un’aggiunta. Sono comunque migliorato per le assenze, nemmeno la mutua, a parte le fratture, o interventi chirurgici mi hanno bloccato. Era il 1989.” Jacopo Suppo, sindaco di Condove. “Ho fatto gli esami della Maturità un anno dopo i miei coscritti perché, da scemo, in seconda superiore mi son fatto bocciare. All’epoca fu una tragedia per me e per la mia famiglia. Col senno di poi, è stata una delle esperienze più formative della mia vita. Al liceo non mi sono mai ammazzato di studio, avevo la testa altrove. La Maturità quindi l’ho vissuta come una liberazione. Presi 70 su 100 grazie ad un bel voto sul tema e ad un orale dove i miei insegnanti furono magnanimi“. Il sindaco di Rosta, Mimmo Morabito. “Era il giugno 1996, da lì a poco sarebbero iniziati gli Europei di calcio in Inghilterra. Per la prima volta andavo a scuola, alla mia scuola, in macchina, avendo preso la patente qualche settimana prima. Ricordo ancora il tema di italiano; scelsi quello storico, io che in cinque anni mai avevo scelto quell’argomento. Se non ricordo male sulla rivoluzione industriale dell’800. Ricordo le lunghe file in corridoio di banchi ed il caldo tremendo. Alla fine voto: 60, quando sessanta rappresentava il massimo. Poi ultima estate davvero spensierata: da lì in poi per me sarebbe iniziata una nuova avventura“.

L’AGENDA, TUTTE LE NOTIZIE! COME?

Iscriviti alla nostra pagina Facebook L’Agenda News: clicca “Mi Piace” e gestisci impostazioni e notifiche in modo da non perderti più nemmeno una notizia! Segui e metti mi piace al canale YouTube L’Agenda News.