Lupo: problemi e proposte del mondo rurale per una gestione sostenibile

PIEMONTE – “L’incontro pubblico che si terrĆ  a Pinerolo sabato 11 aprile 2026 (Hotel Barrage – stradale San Secondo n. 100) alle ore 15,00 ĆØ organizzato dalle Associazioni Nazionali di tutela rurale (ACR, Tutela ambiente e vita rurale e ADIALPI), che fra gli obiettivi prioritari hanno proprio quello di richiedere alle istituzioni Nazionali e Regionali, l’avvio di una gestione numerica equilibrata e sostenibile del predatore Lupo. L’obiettivo preposto non ĆØ certo quello dell’eradicazione della specie, bensƬ quello di puntare su gestioni efficaci giĆ  sperimentate con successo in altri Paesi come ad esempio nelle vicine alpi francesi. Ovvero quello di salvaguardare un numero di lupi soddisfacente per la conservazione della specie e prelevare solo ed unicamente l’incremento annuale naturale al fine di tenere il numero sotto controllo, un numero sostenibile per il mondo rurale, evitando in tal modo o quantomeno limitando lo scatenarsi di azioni illegali quali bracconaggio, trappole, veleni, ecc. In Francia ci sono 1.000 lupi e da 4 anni ne prelevano il 20% pari a 200 lupi, circostanza che sta iniziando in modo significativo a ridurre le predazioni ed i conflitti a suo tempo fortemente manifestati in piazza dagli allevatori francesi. Finora le istituzioni pubbliche italiane hanno parlato solo di monitoraggi, dissuasioni, prevenzione dagli attacchi, organizzando migliaia di convegni scientifici, studi, progetti ecc…

Dai calcoli analitici che verranno presentati sabato 11 a Pinerolo in 10 anni sono stati sperperati ben 70 milioni di euro in progetti lupo in gran parte finanziati dall’Unione europea e finiti ad una ristretta cerchia di ricercatori che costituiscono un vero e proprio wolf business. Nonostante un investimento pubblico cosƬ cospicuo, il risultato ĆØ che in Italia ci sono 4.000 lupi (6.000 secondo l’autorevole esperto Apollonio) in crescita del 20% all’anno (700/800 lupi in più ogni anno), con gli ibridi cane/lupo fuori controllo che in certe regioni come la Toscana raggiungono il 40% di esemplari, minando nell’immediato futuro la purezza della specie; tutto ciò comporta la predazione di 18.000/20.000 animali di allevamento ogni anno solo per restare a quelli regolarmente dichiarati, per ottenere rimborsi peraltro rimborsi irrisori che coprono appena le spese di smaltimento carcasse ed erogati con un anno di ritardo dopo mille pratiche. Inoltre i principali strumenti di prevenzione sono ormai inefficaci: la forte adattabilitĆ  del lupo lo porta ad arrampicarsi su reti di protezione alte oltre 2 metri ed elettrificate, occorre tenere mute enormi di cani (fra l’altro pericolosi per l’escursionismo) con spese notevoli e garantire la presenza costante dei pastori accanto alle bestie giorno e notte trascurando tutte le consuete attivitĆ  aziendali di caseificazione pulizia stalle ecc. Ciò ha giĆ  comportato finora la chiusura del 30% degli allevamenti estensivi di montagna medio/piccoli con incremento purtroppo di quelli intensivi.

Con un numero di lupi cosƬ fuori controllo, la maggiore densitĆ  in Europa, in un Paese antropizzato come l’Italia che ha una densitĆ  di 200 abitanti per km/q e con 14 milioni di persone che vivono sulle alpi, subentrano problemi di sicurezza delle persone come testimoniano i 64 attacchi alle persone che verranno specificamente documentati nell’incontro di sabato 11 a Pinerolo, avvenuti in Italia negli ultimi 10 anni. Nell’incontro verrĆ  anche analizzata la principale difesa del lupo da parte del mondo animalista: ovvero la imminente saturazione degli areali che comporterebbe il rallentamento naturale del tasso di crescita della specie. Vero che il tasso di crescita scende con la saturazione ma si tenga conto che i 150 branchi presenti sulle alpi (1.000 lupi secondo i ricercatori lupisti, il doppio secondo molti altri autorevoli ricercatori) colonizzano 22.000 Km/q di territorio alpino: ma le alpi misurano 80.000 Km/q dunque prima della saturazione la specie lupo potrĆ  quadruplicare, essendoci aree libere per consentire l’insediamento di ben 600 branchi con almeno 3.000/4.000 lupi solo sulle alpi. Per arginare questa situazione fuori controllo, l’Unione europea ha recentemente abbassato il livello di protezione consentendo più facilmente l’avvio di piani di gestione e di contenimento, circostanza che verrĆ  illustrata dal promotore stesso della declassificazione On. Sergio Berlato (unica data in Piemonte di una serie di incontri informativi a livello nazionale) sempre tenuto conto che per il lupo non si parla di caccia, nessuno intende aprire la caccia al lupo ma solo interventi efficaci di gestione numerica scientificamente validata. All’incontro di Pinerolo verranno presentate altresƬ alcune testimonianze dirette da parte di allevatori che vivono ogni giorno sulla propria pelle questa vera e propria guerra alla sopravvivenza. In conclusione verrĆ  predisposto a seguito dell’incontro, un appello alla Regione Piemonte per attivare un piano di gestione numerica efficace della specie lupo, attivando in tal senso un confronto serrato con le Istituzioni Nazionali (Ministero ambiente e ISPRA), sull’esempio francese come peraltro dichiarato pubblicamente più volte di voler fare da parte dell’Assessore Regionale Bongioanni, ma senza alcuna continuitĆ  di azione”.

Dr. Mauro Deidier giĆ  Presidente Parchi Alpi Cozie

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