VALSUSA – La tensione tra allevatori e fauna selvatica ha registrato un nuovo episodio in bassa Valsusa, dove si ĆØ consumata l’ennesima predazione nonostante l’adozione di misure di difesa estreme. I lupi hanno infatti superato recinzioni alte oltre 3 metri, con punte di 4 metri in alcuni tratti, ai danni decimando il gregge di un allevatore locale. Mentre un monitoraggio recente dell’Ente Parchi Alpi Cozie (progetto LIFE WolfAlps EU) stima la presenza di 464 esemplari tra vette alpine e pianure (la popolazione di lupi sulle Alpi italiane avrebbe raggiunto quota 1.124 individui, un aumento netto rispetto ai 946 censiti nel precedente monitoraggio), molti esperti e associazioni di categoria denunciano una realtĆ ben diversa, ipotizzando una popolazione effettiva che supera il migliaio di lupi. Questa espansione costante sta rendendo sempre più difficile la convivenza, mettendo a dura prova la resistenza delle aziende zootecniche locali che si vedono colpite anche laddove i sistemi di prevenzione sembravano inattaccabili.
Risarcimenti danni lupi: scadenza bando e requisiti entro il 27 febbraio
Per attenuare l’impatto economico di questi attacchi, la Regione Piemonte ha fissato al 27 febbraio 2026 il termine ultimo per presentare le domande di indennizzo relative agli eventi predatori avvenuti tra il 1° luglio e il 31 dicembre 2025. Il bando non copre solo i capi uccisi, ma include anche i danni indiretti come il ferimento degli animali e la perdita di produzione. Ć fondamentale ricordare che l’accesso ai fondi ĆØ subordinato alla registrazione del verbale di accertamento sulla piattaforma Arvet e alla certificazione ufficiale del veterinario ASL. PoichĆ© l’erogazione avverrĆ secondo l’ordine cronologico di ricezione fino a esaurimento delle risorse, l’invio tempestivo della domanda ĆØ cruciale per non perdere il diritto al risarcimento.

































