Lettera sul servizio postale a Giaveno “Non vengono consegnate le Raccomandate” di Alberto Busca - Referente Buona Destra Comitato di Giaveno

Lettera del 17 gennaio.

La provinciale che da Ponte Pietra arriva fino all’Alpe Colombino a Giaveno vede poco il sole. In inverno alle quattro del pomeriggio è già scomparso lasciando che la neve, da Prafieul a salire, non si sciolga fino ad aprile. La posta, fino a poco tempo fa, veniva consegnata da un irriducilbile postino che, vista l’evidente origine, avevamo soprannominato “Il Siciliano”. Imperturbabile percorreva la provinciale a bordo del suo precario motorino, strabordante di lettere e missive, incurante del gelo e delle non ottimali condizioni della strada. Puntuale come le tasse. Simpatico e alla mano, si fermava a conversare con gli abitanti delle borgate. Era l’unico postino cui i cani abbaiavano per farsi fare le coccole, smontando il clichè comune dai cani “antipostino”. Poi ripartiva audacemente infagottato in sciarpa e cappello con la ruota posteriore che derapava sulla neve come un sapiente pilota di MotoGP.

Evidentemente la sue doti gli hanno permesso di “fare carriera”: oggi è impaludato nella sua scrivania presso l’ufficio postale. Buon per lui, peccato per noi. Peccato perché da mesi la posta si fa aspettare; non ammantata di quel romanticismo che rende dolce e struggente l’attesa della risposta dell’amata, ma fastidiosamente succube di qualche cambiamento logistico che non vogliamo certamente annoverare tra le migliorie del servizio.

Non solo. Accade frequentemente che il postino di turno, mosso forse da una fretta inspiegabile, eviti, di propria iniziativa, di consegnare le raccomandate. Fretta inspiegabile dal momento che per suonare il campanello, raccogliere una firma e consegnare la busta, occorre lo stesso tempo impiegato a compilare il tagliandino di avviso di raccomandata giacente. Senza contare che, trattandosi appunto di raccomandata, probabilmente contiene informazioni urgenti e di una certa rilevanza. Tralasciando il patema d’animo legato all’aspettativa di cosa mai conterrà il plico (mai successo che sul tagliandino venisse specificato), va detto che non tutti abbiano tempo da perdere per recarsi agli uffici centrali.

Fatta notare la cosa ad una delle simpatiche e professionali signore allo sportello, la risposta è stata, come sempre, gentile, ma assolutamente inconcludente. Fa piacere sapere di non essere gli unici borbottoni ad essersi lamentati; prendiamo atto che il servizio è stato affidato a personale molto giovane (dando per scontato che un giovane non sia nemmeno in grado di consegnare una lettera), ma ciò non toglie che il disservizio permanga nonostante le segnalazioni.

C’è da dire anche che gli utenti dei servizi, gas, luce e quant’altro possa arrivare in bolletta, non hanno liberamente scelto l’informativa cartacea anziché registrarsi nell’area riservata web dei suddetti erogatori di servizi. Semplicemente non possono farlo dal momento che non arriva il servizio internet e devono quindi dipendere dalle Poste. Non stiamo parlando di eremiti o grezzi boscaioli mal rasati e imbruttiti da una vita di stenti. Parliamo di persone normali, abitanti in case normali, che vivono una vita normale e che non fanno della telematica un principio da evitare a prescindere, ma un servizio non disponibile per questioni di altro tipo. Almeno la posta, dunque, gradiremmo riceverla, con regolarità e un minimo d’attenzione; suonando magari persino il campanello in caso di raccomandata. Se proprio i giovani non sono in grado di adempiere a tale semplicissima pratica, resta una sola cosa da fare: rivogliamo il Siciliano.

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