Le prime radiografie in Italia sono di Enrico Boggio Lera, nato a Bardonecchia nel 1862 E' stato un fisico e matematico italiano di rilevanza internazionale

Enrico Boggio LeraEnrico Boggio Lera

BARDONECCHIA – Enrico Boggio Lera nacque a Bardonecchia nel 1862. Suo padre Lorenzo, ingegnere, si era trasferito da Biella perché impegnato, per le ferrovie del Regno Sardo-Piemontese, nei lavori del traforo ferroviario del Frejus. Dopo la licenza liceale, vinse il concorso di ammissione alla Regia Scuola Normale Superiore di Pisa. A 22 anni si laureò con lode in fisica matematica. Venticinquenne, Boggio Lera ottenne, nel 1887, una cattedra di insegnamento al Regio Istituto Tecnico di Sassari, dove conobbe la sua futura moglie. Nel 1892, fu trasferito a Catania e, a partire dal 1893, insegnò fisica e meccanica agraria anche nella locale Regia scuola di viticoltura ed enologia. Nel 1900 presentò l’apparecchio per la previsione dei temporali a distanza.

IN UNIVERSITA’

Nel 1904, conseguita, presso l’Università di Catania, la libera docenza in fisica sperimentale, insegnò alla Scuola Superiore di Magistero: “Matematica per chimici e naturalisti”. A partire dal 1916-17, geodesia teoretica dal 1917 al 1924, meccanica razionale nell’anno accademico 1924-25 e chimica fisica dal 1925 al 1932. Nel 1933, andò in pensione. Continuò nello studio e nella ricerca. Il 1º ottobre 1923, venne nominato professore del Ruolo d’Onore della Pubblica Istruzione. Fu inoltre vice-presidente dell’Accademia Gioenia di Catania, della quale poi divenne, primo, in 139 anni di vita dell’Ente, socio emerito.

FULMINI

Boggio Lera diede, fra gli altri, importanti contributi alla chimica fisica e termodinamica. Calcolando il calore molecolare di vaporizzazione dei liquidi, alla radiotelegrafia senza fili. Compiendo, in anni precedenti il 1897, esperimenti di radiotrasmissione a breve distanza già prima di Guglielmo Marconi. Alla cinematica dei mezzi continui e alla meteorologia, con la rilevazione elettrica dei fulmini. Realizzò inoltre, dopo aver appreso vagamente su giornali la notizia della scoperta dei raggi X da parte di Wilhelm Conrad Röntgen, per la prima volta in Italia, delle radiografie, ancor prima che venissero divulgate le tecniche adoperate da Röntgen, alcune delle quali sono ancora conservate presso il Museo dell’Istituto Tecnico “Carlo Gemmellaro” di Catania.

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