Le frazioni di Giaglione: le cappelle di appartenenza alla religione e ai tratti del territorio Viaggio nel territorio del sole e del vino

GIAGLIONE – Il Comune di Giaglione è lo spratiacque tra la Valsusa e la Val Cenischia. Si estende infatti per 33 chilometri quadri a 550 metri sul livello mare. E’ abitata da poco più di 600 residenti. Confina con diversi comuni: Chiomonte, Exilles, Gravere, Mompantero, Susa e Venaus. E’ terra di sole e vigne. E’ caratterizzata dalle vette che la circondano con l’imponenza del gruppo d’Ambin. C’è punta Ferrand a 3348 metri, il Niblè a 3365, il Giusalèt a 3312 e più bassa la Punta Mulatera a 2500 metri. Cosa caratterizza Giaglione è la sua disposizione sul versante montano divisa in frazioni, per lo più piccole e separate l’una dalle altre.

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LE FRAZIONI

Due sono più territoriali che abitative, si tratta del Cornale in dialetto Cournâ, e il Pradonio. Poi ecco Sant’Anna, Sèint’Ana. In frazione c’è la cappella. La facciata è profilata a capanna, ma con disegno asimmetrico. Le falde del tetto, con manto di copertura in lose, si protendono a coprire l’ingresso, ma quella di sinistra si allunga a contenere un locale adiacente. Il campanile “a vela” s’innalza sul filo del muro perimetrale a sinistra. La porta è sormontata da una nicchia con la statua della Santa. Santa Chiara o Truc- Pra Plan, è una caratteristica frazione alpina ben conservata, la morena del ghiacciaio creò un piccolo lago chiuso e per colmata si formò il caratteristico pianoro di Prà Piano.

SANTO STEFANO GREGORIO

Santo Stefano, in dialetto Staqueveun, si trova dopo il Pradonio sulla via da Susa, la parte più bassa del territorio giaglionese. E’ l’antica strada romana che saliva verso il confine con la Francia. In frazione c’è la cappella. La piccola cappella, risalente al XIII secolo. L’edificio è costituito da un semplice vano rettangolare con facciata a capanna, sormontato da un campanile moderno in mattoni. La porta d’ingresso è sovrastata da un arco a pieno sesto. L’esterno dell’edificio è decorato sulla facciata settentrionale dal celebre ciclo di affreschi raffigurante la Cavalcata dei Vizi e delle Virtù. Un tema che godette di una certa fortuna in valle come attestano i casi di Salbertrand, Horres e Novalesa. Gli affreschi sono datati dalla critica tra il 1483 e il 1490 e ricondotti all’attività della bottega dei pinerolesi Serra. Le scene si presentano su tre registri sovrapposti. San Gregorio, in dialetto Staqueveun, è una piccolissima frazione sulla via gallo romana dopo Santo Stefano, prima chiamata Chiamberlando, poi San Gregorio. Sulla strada c’è la cappella che è fra le più antiche di Giaglione. La facciata è profilata a semplice capanna.

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SAN LORENZO E SAN GIOVANNI

San Lorenzo, la frazione è suddivisa in Moulê e Plan. Il Plan si trova a valle del Moulê, sulla via francigena. Al Moulê c’è la cappella che è citata a partire dal Quattrocento. In tale epoca il sagrato della cappella veniva utilizzato saltuariamente per le sedute del consiglio di Comunità. La cappella di San Lorenzo sorge a Molare, presso Giaglione. La facciata, profilata a capanna, protetta dalle due falde del tetto in lose che si protendono; è arricchita da lesene angolari e dal timpano triangolare; in asse alla porta è presente un’edicola mistilinea che conteneva un affresco. Il campanile, a pianta quadrata, è posto sul muro d’ambito a sinistra, e presenta una terminazione “a cipolla”. San Giovanni in dialetto Grimoun, è l’ultima frazione sulla strada romana. E’ la frazione è la più antica. La strada prosegue verso la Maddalena di Chiomonte e a metà percorso si trova il pilone Cappella Borello dedicato a San Martino, protettore del buon raccolto. Di li si stacca un antico percorso per raggiungere le frazioni superiori. La cappella è dedicata a San Giovanni.

SAN GIUSEPPE E SANT’ANTONIO

San Giuseppe in dialetto Poueizat è la frazione più grande dove è insediato il palazzo del Comune. La frazione ha diverse diramazioni. San Giuseppe si divide ancora in: Pouèizat, Tsèina, Brèida e Parû), Altre costruzioni feudali sono inglobate nell’abitato, la Casa dei Bermondi e la torre di Micheletto nella borgata di San Giuseppe. La casa di Maria Bona pregevole per la loggia affacciata sul cortile in frazione San Giuseppe. In frazione c’è la cappella di San Giuseppe è citata per la prima volta nella relazione preparatoria alla visita pastorale di mons. Francesco Vincenzo Lombard. In essa si afferma che la cappella era stata edificata da pochi anni. Sant’Antonio o Vilò ha una bella cappella. Il prospetto è profilato a semplice capanna, le falde del tetto, in lose, si protendono sulla facciata per proteggere l’ingresso. La porta, inquadrata in una cornice di pietra, è sovrastata da una finestra a lunetta e da una nicchia contenente la statua del Santo.

SANT’ANDREA E SAN ROCCO

Sant’Andrea si divide ancora in Clô, Ratèla e Viacreuza. Sant’Andrea come frazione che deriva da un manso donato da Adelaide di Susa al monastero della Novalesa ,i cui terreni sono ancora chiamati campo dei frati. La cappella dedicata a Sant’Andrea è del 1630 eretta per volontà del parroco don Sereno Vincenzo morto di peste. La cappella di Sant’Andrea, edificata nel 1631, sorge tra le case della borgata Sant’Andrea a Giaglione. La facciata è profilata a semplice capanna, modestamente decorata da lesene angolari e dal timpano triangolare; le due falde del tetto, con manto in tegole portoghesi, si protendono a coprire l’ingresso. In asse alla porta è posta una finestra polilobata e al di sopra si eleva il campanile “a vela”. Internamente l’edificio si articola secondo uno schema a navata unica, terminata da abside semicircolare Infine San Rocco in dialetto Crê, accoglie la cappella citata per la prima volta ad inizio XVI secolo in un atto di ricognizione dei beni dell’abbazia di Novalesa. La cappella di San Rocco sorge tra le case della località regione Cresto a Giaglione.

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