L’azzurro di Antonio Carena: la Casa Museo celebra sei anni tra arte e memoria

RIVOLI – Nel mese di febbraio, la Casa Museo Antonio Carena a Rivoli festeggia un traguardo importante: il sesto anniversario dalla sua apertura ufficiale, avvenuta il 1° febbraio 2020. Questa ricorrenza, che coincide con il sedicesimo anno dalla scomparsa del celebre artista, viene celebrata con un programma espositivo speciale pensato per svelare il volto più autentico e privato del “maestro dei cieli”. Oltre alle tradizionali visite guidate, il pubblico avrà l’opportunità unica di accedere al backstage creativo dell’artista. Si tratta di un percorso documentario esclusivo che raccoglie lettere, progetti internazionali e testimonianze di illustri personalità del mondo dell’arte e del cinema che hanno incrociato il cammino di Carena. Questa iniziativa permette di approfondire la dimensione intima di un autore che, formatosi all’Accademia Albertina con Enrico Paulucci, ha saputo scalare le vette della scena culturale europea partendo dalla Biennale di Venezia del 1950.

Un viaggio esclusivo nel backstage del Maestro rivolese: documenti inediti e grandi protagonisti del Novecento

Esplorare la Casa Museo in questo periodo significa immergersi in una parabola artistica che spazia dall’Informale alle ricerche oggettuali delle celebri “Carrozzerie” esposte alla galleria Sperone, fino ad arrivare all’iconico tema pop delle Lievitazioni. L’impronta di Antonio Carena è visibile in tutta Europa: dai soffitti dello scalone del Castello di Rivoli ai saloni di Ginevra e Parigi, l’artista ha saputo portare il suo inconfondibile azzurro in prestigiosi spazi pubblici e privati. Per chi desidera scoprire i retroscena di queste grandi decorazioni e i legami con i protagonisti del Novecento, la visita rappresenta un’occasione imperdibile. L’ingresso è gratuito per i possessori dell’Abbonamento Musei, ma resta obbligatoria la prenotazione tramite l’indirizzo email casamuseocarena@gmail.com o il portale Artsupp. Un appuntamento fondamentale per riscoprire un’eredità culturale che continua a dare luce e colore al territorio rivolese.

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