“L’ago di Avigliana” in corso Laghi tra stoffe e ricamo americano Un’attività dove la professionalità e la creatività vanno a braccetto

AVIGLIANA – Una bella notizia per la città. Un negozio che sceglie di rimanere e dedicare energie, denaro e un pezzo della vita non è cosa da tutti i giorni. In questo periodo di continue e illimitate aperture di supermercati e ipermercati è un segno di coraggio e illuminata intelligenza. Differenziare l’offerta commerciale e condirla con una sapiente offerta formativa hanno fatto del negozio, in corso Laghi al numero 208, un punto d’aggregazione che va oltre Avigliana. Fili, tessuti, ricami, arte della sartoria made in USA, tendaggi e molto altro si trovano in un largo spazio espositivo e, al primo piano, in un laboratorio dove la fantasia non ha davvero limiti. Il nome? L’ago di Avigliana.

Federica e Fabrizio hanno una formazione differente ma hanno saputo unire l’utile al dilettevole. I loro strumenti sono due: la macchina da cucire e una continua formazione. Nella settimana della riapertura sono “costretti” alle domande di rito.

Perchè questo cambiamento in negozio?

Siamo partiti come franchising che da un lato offre alcune garanzie ma ha un altro lato della medaglia, il limite nell’offerta della merce ad esempio“.

Adesso avete un’insegna tutta vostra?

L’idea e la grafica sono tutti nostri, siamo a pochi metri dal lago Grande e ci è venuto spontaneo riprendere il nome e trasformarlo in uno degli strumenti del nostro lavoro: un ago“.

Ditemi del negozio?

Stoffe d’arredo, tendaggi, tovagliati e molto altro in tessuti, tinte e disegni praticamente infiniti. Ecco cosa ci differenza dal mondo lì fuori dove tutto è piatto, tutto è uguale tutto è conformato. La ricetta del nostro negozio è il gusto e la differenza“.

Al primo piano c’è il laboratorio?

S’impara, s’insegna, ci si incontra in una scuola di taglio e cucito che è più di un laboratorio è un gruppo d’interesse, di cultura del patchwork e di gusto dell’abbinamento“.

Per chi volesse provare, adesso l’indirizzo è noto, per buttarsi nel modo del cucito americano non c’è che buttarsi nel “L’ago di Avigliana“.