La sindaca Appendino incontra con Uncem i sindaci dei comuni montani della Città Metropolitana Torino rilancia il ruolo di capoluogo alpino

TORINO – La sindaca Appendino incontra con Uncem i sindaci dei comuni montani della Città Metropolitana. Torino rilancia il ruolo di capoluogo alpino. La Sindaca di Torino e della Città Metropolitana Chiara Appendino ha incontrato stamani in videconferenza i Sindaci dei Comuni montani delle valli torinesi. Un incontro voluto da Uncem al quale hanno preso parte il Presidente regionale Roberto Colombero, il Presidente nazionale Marco Bussone, il Vicesindaco della Città Metropolitana Marco Marocco.

I TEMI

La Sindaca Appendino ha illustrato ai Sindaci i temi presentati al Presidente Mario Draghi nei giorni scorsi insieme al Presidente della Regione Alberto Cirio. Ha confermato una serie di azioni attivate per aumentare la coesione tra la Città capoluogo e i territori. Descrivendo il “valore aggiunto” reciproco che ha Torino nell’avere le aree rurali e montane così vicine e all’interno dell’Ente Città Metropolitana. Una coesione che ha portato la Sindaca a illustrare, anche nei confronti nazionali sul Piano di Ripresa e Resilienza e sui nuovi fondi strutturali europei, la coesione dei territori e i comuni obiettivi, della città e di tutti i 312 Comuni insieme, più uniti e più forti.

A TORINO

Torino apre una campagna elettorale che dovrà avere il ‘patto’ tra territori al centro. – spiega Roberto Colombero, Presidente Uncem Piemonte – Chiara Appendino, che ringrazio, passa il testimone a chi dovrà potenziare una serie di politiche e iniziative avviate. Questo ‘patto’, questo rapporto da creare e ricreare, ricorda quanto alla vigilia delle Olimpiadi del 2006 molti affermavano rispetto al sogno di ‘Torino Capitale delle Alpi’. Una spinta che non si è esaurita. La storia non torna indietro, ma proprio per la voglia e la necessità di costruire il futuro, il rapporto tra Enti e comunità dei territori è fondamentale per dire cosa la Città Metropolitana e la Città con le valli alpine siano oggi saranno domani“.

I LEGAMI

Uncem incontrerà nelle prossime settimane i candidati Sindaco e Consigliere di Torino. Ma anche Presidenti e Sindaci di tutte le Province piemontesi. Partire da Torino non è stato casuale. “La Città Metropolitana di Torino è stata, dal 2014 a oggi, un modello unico nel Paese – evidenzia Marco Bussone – proprio per la sua conformazione territoriale. Ma anche per la capacità sociale e istituzionale di interpretare i bisogni delle Amministrazioni e delle intere comunità. Non sempre ci siamo riusciti… ma i migliori percorsi sono fatti di correzioni, di interazione, di scambio di idee. I percorsi istituzionali si fondano sul dialogo che è la forza della Politica.

Dobbiamo costruire legami tra territori diversi, siano urbani, montani, rurali, agricoli, interni. L’Italia è il Paese dove questi territori sono concentrati nello spazio di pochi chilometri. E così è ancor più nella Città Metropolitana”. “La Torino che guarda al futuro non è una città isolata, sola, chiusa – aggiunge Colombero – È aperta e in dialogo, sempre. È forte e determinata, vincente, se è pianamente consapevole di quanto di preziosissimo la circonda. E cioè i 310 Comuni della Città Metropolitana, tutti insieme verso un percorso di futuro che fa bene al Piemonte e all’Italia“.

I PRESENTI

Nel corso della riunione di oggi sono intervenuti, tra gli altri, Giorgio Merlo (Sindaco di Pragelato), Mauro Carena (Moncenisio), Susanna Preacco (Sant’Antonino di Susa), Roberto Rostagno (Pinasca), Mariarosa Colombatto (Varisella), Mauro Vignola (Bobbio Pellice), Ellade Peller (Nomaglio).

TORINO CAPOLUOGO ALPINO

Torino si riscopre oggi, nella Città Metropolitana, “capoluogo alpino”. Non c’è sviluppo su automotive, intelligenza artificiale, innovazione, aerospazio, senza sostenibilità, impegno sulle filiere forestali territoriali, nuovo turismo, trasporti non “centralizzati”, mobilità più efficace, servizi ecosistemici-ambientali garantiti dai territori riconosciuti e pagati, servizi ripensati e istituzioni – Comuni e Unioni montane di Comuni – più forti. “Riaffermiamo che Torino è capoluogo alpino – conclude Roberto Colombero – alla vigilia della nuova Programmazione europea, a pochi mesi dalle elezioni, e mentre si definisce come investire le risorse italiane del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza. Nel rapporto tra il capoluogo e le valli, tra Torino e tutti i territori, vi è la capacità antropologica e istituzionale di essere uniti, con ‘colori’ e partiti anche diversi, con idee articolate, distinti ma in sinergia, in una pluralità positiva, virtuosa, verso un nuovo patto tra aree urbane e aree montane, rurali, interne. Chiamiamola alleanza tra territori, che con Chiara Appendino abbiamo ribadito stamani. Solo insieme si vince. Ne siamo certi. Non da sola la Città, non da soli i singoli Comuni o la montagna che diventa “riserva” o che punta all’autosufficienza. Siamo interdipendenti e dobbiamo approfondire questi legami“.

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