La pecora Savoiarda è una razza autoctona della montagna piemontese

Storia e consistenza. Anche nota come razza di Cuorgné, la pecora Savoiarda è una razza autoctona della montagna piemontese. Per la vicinanza alla Savoia francese e per alcuni caratteri morfologici è assimilata alle razze Thônes et Marthod e Rosset. Dopo una forte contrazione numerica, anche dovuta alla notevole industrializzazione che ha caratterizzato le aree in cui era allevata, la razza è in lieve ma costante ripresa. Oggi si stima che la popolazione conti poco più di 200 capi, distribuiti in pochi allevamenti in provincia di Torino (Val di Susa, Val Pellice e Val Chisone).

CARATTERISTICHE

La pecora Savoiarda è una razza di taglia media. Il tronco è pieno e non molto lungo. I maschi sono caratterizzati da un’altezza al garrese di circa 75-80 cm e da un peso di circa 70 kg. Le femmine sono leggermente più piccole: 65-70 cm al garrese e 60- 65 kg di peso. Il vello è semiaperto, di colore bianco sporco. La testa è pesante, con profilo montonino. Gli occhi sono sporgenti e le orecchie leggermente pendenti in avanti. Caratteristici di questa razza sono le evidenti macchie orbitali nere e il musello nero, a sua volta con macchie bianche (o una lista bianca). Macchie nere, inoltre, possono essere presenti anche sul vello, ma soprattutto sulle orecchie e sugli arti. I maschi presentano corna robuste e avvolte a spirale. Nelle femmine, invece, le corna – se presenti – sono più piccole.

ATTITUDINI, PRODUZIONI

In origine la pecora Savoiarda era considerata una razza a triplice attitudine (carne, latte e lana). Ma la produzione principale è sempre stata – ed è tuttora – la carne. Gli agnelli vengono allevati con la madre, alimentati principalmente con il latte materno, fino a un peso di 12-15 kg. Più occasionale, invece, è la produzione di agnelloni castrati, alimentati al pascolo. Il latte, circa 150 kg per lattazione, è destinato all’alimentazione degli agnelli. La lana è di qualità piuttosto grossolana.

PARTICOLARITÀ

Il ricorso al frequente meticciamento con altre razze francesi e italiane (per esempio la Frabosana) ha quasi provocato la scomparsa di soggetti in purezza, con un conseguente innalzamento del grado di consanguineità. La Savoiarda è pertanto considerata una razza critica e le iniziative di recupero sono volte prima di tutto all’incremento del numero di capi puri.

Tratto dal libro “Gli animali domestici delle Alpi“, di Riccardo Fortina, Paolo Cornale, Manuela Renna e Luca Battaglini. Blu Edizioni, Torino.

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