GIAVENO – La situazione dell’Istituto Pacchiotti di Giaveno si sta trasformando in un vero e proprio caso politico, con il Comune che si trova a dover affrontare una gestione complicata e un futuro incerto per l’edificio storico. L’intera vicenda ruota attorno alla Fondazione Pacchiotti, di cui il Comune di Giaveno è diventato socio unico dopo il recesso degli altri due enti, la Casa di Carità e la Comunità Montana Valsangone, avvenuto circa 13 anni fa. Una scelta, quest’ultima, che secondo il consigliere d’opposizione Alberto Portigliatti ha segnato l’inizio di una serie di problemi finanziari. La concessione in comodato d’uso gratuito di una parte dei locali alla Casa di Carità ha, infatti, privato la Fondazione di un’importante fonte di reddito, contribuendo a un accumulo di debiti che ha superato i 500mila euro. Nonostante gli interventi del Comune, tra cui finanziamenti e la cessione di un campo sportivo, il bilancio della Fondazione rimane in profondo rosso, e i costi per la manutenzione e l’ammodernamento dell’immobile, stimati in centinaia di migliaia di euro, gravano interamente sulle casse comunali.
L’Istituto Pacchiotti a Giaveno
Oltre ai problemi economici, la situazione è resa ancora più complessa da un’anomalia statutaria. Lo statuto della Fondazione Pacchiotti, infatti, prevede una pluralità di soci, una condizione che la Regione Piemonte non tollera più. Per questo motivo, la Regione ha espressamente chiesto al Comune di Giaveno di sanare la situazione, offrendo tre opzioni: ripristinare la pluralità di soci, modificare lo statuto per adattarlo a un socio unico, oppure sciogliere la Fondazione. La proposta del consigliere Portigliatti è chiara: sciogliere l’ente, considerato ormai “inutile”, e affidare l’edificio alla Città Metropolitana di Torino tramite un contratto di uso gratuito. Questa soluzione, secondo l’opposizione, permetterebbe di salvaguardare la volontà testamentaria originaria di dedicare l’edificio alla formazione professionale e, soprattutto, di trasferire alla Città Metropolitana l’onere finanziario dei necessari lavori di ristrutturazione e riqualificazione. La decisione finale spetta ora al Comune di Giaveno, che dovrà valutare la fattibilità di questa proposta e, in caso di accordo, la disponibilità della Città Metropolitana di Torino a farsi carico degli ingenti costi di riqualificazione.
































