Lettera del 10 luglio sul tema Ius Scholae.
Il confronto parlamentare relativamente al tema Ius Scholae mette ancora una volta in luce la pochezza argomentativa dei rappresentanti eletti di area sovranista che, tra spicciolo benaltrismo, slogan dāaccatto e ridicoli emendamenti, dimostrano di non sapersi calare nella realtĆ della societĆ contemporanea e di non saper affrontare in modo approfondito le istanze che da essa arrivano.
LaĀ Buona Destra del Piemonte, anche pensando ai tanti piccoli nostri āconcittadiniā che riconoscono il nostro Paese come il loro, perchĆ© qui da anni risiedono e studiano, sostiene la necessitĆ di arrivare in tempi brevi ad una svolta storica che assicuri i giusti diritti a tutti coloro che ne possono, giustamente, godere.
IUS SCHOLAE IN ITALIA
āA differenza dello Ius Soli, lo Ius Scholae ĆØ una proposta tipicamente di destra, impregnata ddi valori liberali e che va nella direzione dellāinclusione delle giovani generazioni che hanno assorbito e fatto loro i valori e la cultura del nostro Paeseā, così Claudio Desirò,Ā Segretario Regionale diĀ Buona Destra Piemonte.
āLāatteggiamento del mondo sovranista di destra non fa altro che mettere in luce da un lato la loro lontananza dai valori liberali alla base della nostra area, dallāaltro la loro pochezza argomentativa che li porta a mettere in atto una politica da cortileā, continuaĀ Desirò, āDagli scranni di Lega e FDI sono stati proposti circa 700 emendamenti, la maggior parte al limite del ridicolo: sarebbe interessante, ad esempio, valutare quanti tra le fila della Lega, sarebbero in grado di risultare sufficienti ad un esame specifico sulla āStoria degli usi e costumi dai romani ad oggiā o sulle ātradizioni popolari più rinomateā. Solo due esempi, ma molti altri se ne potrebbero fare, di richieste assurde fatte per tentare di affossare il percorso legislativoā.
āTra lāaltro, la presentazione di questi emendamenti cosƬ assurdi, contrasta con lāatteggiamento benaltrista degli stessi partiti che si scagliano contro lāiter parlamentare in presenza di problemi, a loro dire, più contingentiā, aggiungeĀ Desirò, āla continua contrapposizione di diritti civili e di diritti sociali evidenzia lāincapacitĆ di essere pragmaticamente concreti nellāoffrire soluzioni utili al futuro del nostro Paeseā.
āLa legge, nel suo percorso, potrĆ essere migliorata ma i NO a priori ed i tentativi di affossamento attraverso un atteggiamento da avanspettacolo, non fanno il bene del Paese e non vengono incontro ai diritti delle migliaia di bambini che in Italia ed in Piemonte vivono, studiano e si sentono italianiā, concludeĀ Desirò.
LaĀ Buona Destra del PiemonteĀ continuerĆ a lavorare sul territorio regionale e con le istituzioni affinchĆ© si possa arrivare velocemente ad una soluzione che tenga conto dei diritti di tutti: di chi ĆØ italiano di nascita e di chi lo ĆØ divenuto ādāadozioneā e lo possa diventare anche di fatto.
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