Intervista a Steeler, il rapper condovese che ha fatto della musica il mezzo per raccontare la sua storia Andrea Licari, in arte Steeler, è la testimonianza che nella vita tutto può cambiare: in primis noi stessi.

CONDOVE – Andrea Licari, in arte Steeler, è un ragazzo di 22 anni residente a Condove. La sua storia, sicuramente, è fuori dal comune. E’ la testimonianza che nella vita tutto può cambiare: in primis noi stessi. Ha iniziato ad approcciarsi al mondo della musica con una semplice chitarra acustica tra le mani. Oggi, tra le mani, ha un progetto molto più ambizioso.

Lo abbiamo intervistato.

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Ciao Steeler. Come stai? Ormai cominci a farti conoscere in Val di Susa. Come, quando e perché hai iniziato a coltivare questo tuo grande amore per la musica?

“Tutto bene, grazie! Allora, ho iniziato suonando la chitarra acustica per conto mio, strimpellando motivetti a caso. Poi io e alcuni miei amici abbiamo deciso di tirar su una band metal. Questo mi ha permesso di viaggiare molto e fare concerti anche in giro per l’Italia. Dopo aver inciso un EP e un disco sotto un’etichetta discografica, di punto in bianco mi sono appassionato al mondo del rap. Vivevo un po’ questa vita parallela, tra il gruppo con cui continuavo a suonare e questo nuovo amore. Successivamente, per divergenze musicali, ho dovuto abbandonare il gruppo metal. Così ho deciso di intraprendere seriamente la strada del rap. Ho iniziato suonando la chitarra quasi per gioco, poi tutto si è evoluto grazie e soprattutto alle persone che avevo intorno.”

Ma parliamo del tuo nome d’arte. Perché hai scelto di chiamarti artisticamente “Steeler”?

“In realtà è molto più semplice di quel che sembra. Su Facebook non volevo chiamarmi con il mio nome e cognome. Scelsi dunque di soprannominarmi “Steeler” riprendendo una nota band statunitense degli anni ’70. Poi la gente ha iniziato a chiamarmi “Steeler” anche al di fuori di Facebook, e ho pensato che sarebbe stato bello farne un nome d’arte, oltre che un semplice soprannome. E’ stata solo una questione di abitudine, non ha nessun significato ben preciso.”

Ora passiamo a parlare più nel dettaglio della tua musica. Se non sbaglio, i testi li scrivi interamente tu. Cosa vuoi far passare attraverso le tue parole?

“Sì esatto, i testi li scrivo io. Scrivo innanzitutto per me stesso. Quello che non riesco dire a parole, lo scrivo sul foglio. E’ un mio mezzo di sfogo. Non mi viene da pensare di scrivere qualcosa solamente per farla arrivare alla gente. In generale, quando scrivo racconto le mie storie, in cui le persone possono o meno immedesimarsi. Ma capita anche di comporre brani più impegnati socialmente, come ad esempio “Tutto va, tutto funziona”, un pezzo cantato per il momento solo live. Attraverso l’ironia mi piace far passare dei messaggi relativi alla società, all’attualità, una sorta di denuncia del mondo di oggi.”

Hai in serbo dei progetti futuri o collaborazioni con altri artisti?

“Sto lavorando a un mega progetto incentrato più sul funky e sull’indie-rap. Non ci sarà più solo Steeler, ma sarà accompagnato musicalmente da una band. Niente più beat, dunque. Solo musica live.”

Come ti immagini Steeler in futuro?

“Sicuramente Steeler, in futuro, ci sarà. Probabilmente sarà diverso, sarà cambiato, ma ci sarà sempre. Perché alla fine la musica fa parte di me. Non ho ambizioni lavorative in questo settore. Sono uno studente universitario e mi immagino altri progetti per la mia vita. Questa rimane una mia grande passione, un modo per dar sfogo ai miei pensieri. Se poi con la nuova band riusciamo a mettere in piedi qualcosa di veramente potente, ben venga! Io sarei disposto a vivere di musica. Ma ora come ora non è una mia intenzione. Come va, va. Se mi si prospetta davanti una grande occasione, sarò il primo a prenderla al volo.”

C’è un pezzo a cui tieni particolarmente, e che vorresti farci conoscere?

“Sì, certo. Il brano si intitola “Ehi, ciao”. E’ l’ultimo pezzo appena uscito. Ci tengo in modo particolare perché è la fine di un percorso, ma è l’inizio di un nuovo cammino. Un “ehi, ciao” di addio, ma più di tutto un “ehi, ciao” di benvenuto a questo nuovo modo di far musica a metà tra il rap e qualcosa di veramente innovativo. Questa canzone credo sia molto valida a livello di contenuti. Parla di me, della mia storia, dello spartiacque tra il mio passato e il futuro che mi aspetta.”

Grazie mille per l’intervista rilasciata. Ti auguro tutto il meglio per il progetto e per la tua musica!