E’ suonata la prima campanella, i ragazzi sono tornati in classe. Non tutti visto che almeno un terzo degli studenti delle superiori saranno collegati già in questi giorni per la didattica da casa. Ma le scuole della Valsusa, Val Sangone e Rivoli, questa mattina, hanno riaperto i portoni. E’ la prova anche per vedere se le regole preparate quest’estate funzionano e sono applicabili. Ogni scuola, grazie all’autonomia che le è riconosciuta, potrà adattarle alla sua situazione. Oggi si ricomincia, a distanza di oltre 200 giorni dall’ultima campanella. E con diverse incognite, a partire da quella che riguarda gli organici. Una su tutte le graduatorie con numerosi errori che potrebbero portare a un contenzioso senza precedenti. Emblematico quanto accaduto nella compilazione delle graduatorie provinciali per le supplenze. Pubblicate come definitive con punteggi in molti casi sballati o con esclusioni immotivate a causa di problemi di funzionamento della piattaforma informatica.

A SCUOLA
Rientro a scuola in Piemonte: tutte le misure. Grazie alle rivendicazioni delle Regioni la capienza del trasporto pubblico locale è stata autorizzata dal Governo all’80%. La Regione Piemonte ha attivato 20 treni aggiuntivi quotidiani nei giorni feriali per un totale di 1.074 km in più al giorno dedicati agli studenti piemontesi. Mentre saranno circa 500 le corse dei bus in più al giorno. 250 sulle 1.400 attuali concentrate nell’ora di punta della mattina. E altrettante nel pomeriggio per i rientri da scuola. Incremento totale dei servizi del 20% circa.
TEMPERATURA
La responsabilità della rilevazione è stata affidata dal Decreto del Governo alle singole famiglie. Ma la Regione Piemonte con con una propria ordinanza ha introdotto per le scuole l’obbligo di verificarlo. In particolare. È raccomandato a tutti gli istituti di misurare la temperatura agli alunni prima dell’ingresso a scuola. Qualora l’istituto, per ragioni oggettive e comprovate, non fosse nelle condizioni di farlo, dovrà prevedere un meccanismo di verifica quotidiana. Per controllare che la temperatura sia stata effettivamente misurata dalla famiglia. Attraverso una specifica autocertificazione che potrà essere fornita sul registro elettronico, sul diario, su un apposito modulo, su una chat di classe o in qualunque altro modo semplice scelto dalla scuola. Nel caso in cui uno studente dovesse presentarsi senza tale autocertificazione, la scuola avrà l’obbligo di misurare la febbre prima dell’inizio dell’attività didattica.
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