In vetta alla Cappella del Thabor per la processione di San Bartolomeo

a cura di AGNƈS DIJAUX

PROCESSIONE ALLA MADONNA DEL THABOR

BARDONECCHIA – All’alba di martedƬ 16 luglio dedicato a San Bartolomeo, tutti i partecipanti alla nota processione alla Cappella del Thabor, si erano organizzati al meglio per raggiungere il Pian della Fonderia in fondo alla valle Stretta. Don Daniele Venco vice parroco venuto da Torino Lingotto per la terza volta consecutiva aspettava i devoti per condividere questo pezzo di cammino di vita. Circa una ventina di persone, pronte e determinate, alcuni fedeli di Bardonecchia, altri venuti da lontano, erano giunte in quest’occasione. La giornata si presentava un po’ nuvolosa ma non minacciosa. Meglio, la temperatura era fresca e in lontananza compariva il Monte ancora coperto parzialmente di neve. Don Daniele dopo aver salutato i presenti con buone parole, ĆØ seguita una breve preghiera, ha avviato la processione verso l’edificio religioso il più alto di Francia. Con grande entusiasmo sono cominciate le chiacchiere tra gli amici nel gruppo, alcuni scambiando semplici parole con nuovi compagni di strada, qualcuno rimanendo in meditazione. Alla prima croce si ĆØ ricordato con emozione e dolore ā€œil nostro Riccardoā€, un bambino di appena 11 anni mancato il 30 gennaio scorso. I pellegrini hanno poi proseguito lungo le 14 stazioni, e ad ogni fermata Don Daniele invitava ad un momento di riflessione. Nel cammino si ĆØ potuto rammentare le difficoltĆ  della vita, in particolare chi soffre con difficoltĆ  psicologiche, chi non c’è più, i malati, elogiando il grande sostegno del personale medico sanitario. Guardare oltre questi momenti lasciati laggiù ci aiuta a guardare oltre. Il gruppo si aiuta l’uno con l’altro, un sostegno permette di intravedere le forze nascoste. Lungo quest’antica processione, mancano due croci di ferro a due stazioni; l’ultima fermata al colle di Valmeinier, la croce ĆØ mancante.

IN VETTA PER SAN BARTOLOMEO

Ormai la vetta si avvicina, si procede bene e con passione. Finalmente la cima ĆØ raggiunta! La cappella ĆØ qui, tutta impacchettata per prevenire il suo crollo imminente. Tanti aspettano la celebrazione, don Daniele prepara l’altare, come solito sulla sinistra della cappella, richiama qualche ragazzo per aiutarlo per servire messa. Si scattano le tradizionali foto di gruppo, tra cui una foto fatta con le lettere per formare la frase ā€œSalviamo la Chapelle du Thabor”, come nel 2018, per ricordare il dispiacere del suo stato di abbandono, aggiungono commentando ā€œDiverse generazioni hanno fatto come noi, e hanno portato le pietre fino lassù per noi, per trovare lo spazio di Dioā€, ā€œVorremo un intervento più immediato del comuneā€. Ad oggi si aspetta da quasi 10 anni il restauro di questo edificio pericolante. Un gruppo di architetti di Grenoble sono stati incaricati dal comune di Bardonecchia, per uno studio. E adesso? Si aspetta il progetto. Sembra che lo soluzione migliore sia di ricostruirla all’identico alcuni metri più avanti, sulla roccia sicura. Si brontola un po’, e tutti si mettono d’accordo per avviarsi al rientro con l’appuntamento solito per mangiare ā€œal pian del desinareā€ ricordando che una volta si andava in processione a digiuno. Qualcuno corre, qualcuno scivola sui nevai e qualcuno scende a stento, però tutti felici di avercela fatta. Ricordiamo pure che oggi l’associazione Les amis de NĆ©vache ha versato sul conto del comune di Bardonecchia la somma raccolta attraverso l’applicazione Helloasso, 7 mila euro.

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