TORINO – In ricordo del professor Pierantonio Milone, scrittore e primario emerito di medicina.
IN RICORDO DELLO SCRITTORE E PRIMARIO EMERITO PIERANTONIO MILONE
Il professor Pierantonio Milone, scrittore e primario emerito di medicina, affermato cardiologo, ĆØ mancato a 90 anni di etĆ ed ĆØ stato per me come il fratello che non ho mai avuto. Medico, scrittore, alpinista, pittore, fotografo e anche poeta, se oggi sono ancora in vita lo devo a lui che mi ha curato ogni volta che ne ho avuto bisogno, assistendo quando era primario all’Ospedale Molinette anche mia madre fino alla sua dipartita. Insieme, oltre all’assistenza medica, ho salito con lui montagne come la Piramide Vincent (4215 metri) insieme al figlio, percorso totalmente il Gran Canyon del Verdon, discesa in sci la VallĆ©e Blanche nel gruppo del Monte Bianco e tante altre piccole imprese oltre che seguirci a vicenda nella nostra vita letteraria.
Ancora oggi, tutti e due sofferenti per patologie diverse, non ci siamo mai fatti mancare il sostegno reciproco e lui pure in pensione da anni come medico primario, leggeva i miei referti medici per confortarmi e sostenermi. Grazie alla sua incrollabile fede più volte descritta nei suoi libri, desidero immaginarlo in quel Paradiso che tutti sogniamo cercando di metabolizzare il mio inarrestabile dolore per poter esprimere alla sua adorata moglie e ai suoi tre figli le mie più sentite condoglianze. Per descrivere meglio la sua poliedrica personalitĆ mi rifaccio a uno dei suoi molteplici libri pubblicati e precisamente a āSussurri e gridaā (Se il cuore potesse pensare), perchĆ© vi ĆØ unāanalogia davvero sorprendente.
NEL VALLONE DEL BOURCET
Il 31 agosto 1996, infatti, mia figlia Stella, che si ĆØ trasferita da alcuni anni in Canada con la sua famiglia, per continuare a coltivare lāarrampicata e allora campionessa italiana di questa disciplina, apriva da capocordata la āprima femminileā per lāappunto sulla via āSussurri e Gridaā (titolo del libro del prof. Milone) che supera unāimponente parete alta circa 200 metri nel vallone del Bourcet, sopra RorĆ in Val Chisone. Due persone a me tanto care che da lontano e a distanza di anni si ritrovano in una ācreatura comuneā forgiata da due talenti diversi: lāabilitĆ di scalatrice da una parte, e la valentia della scrittura dallāaltra. Pierantonio Milone, ĆØ stato un uomo di grande fede e cultura, che ha vinto con la poesia in genere e i suoi numerosi libri pubblicati, molteplici premi nazionali e internazionali.
ACCADEMICO
Essendo anche un grande appassionato di montagna, dal 1997 ĆØ diventato socio accademico del GISM (Gruppo Italiano Scrittori di Montagna) e come sensibile pittore, i suoi dipinti sono stati pubblicati sugli annuari del GISM e sulla rivista Vernice che accoglie, nel 2004, un gruppo di opere ispirate al tema della natura unitamente ad una silloge di liriche. Nel libro citato lāautore, che stiamo ricordando con dolorosa tristezza perchĆ© non ĆØ più fra noi, sembra parlarci ancora perchĆ© si era sempre posto come un attento ascoltatore delle umane debolezze, a interrogativi senza risposte, perchĆ© ĆØ innato nellāanimo umano di porsi delle domande e di chiedersi donde veniamo, chi siamo e dove andremo, per lāimpotenza della nostra caducitĆ specialmente nella sofferenza eĀ davanti alla morte.
GiĆ nel secondo capitolo: āLo stupore del cuore intelligenteā aleggia però la speranza nella preghiera di Salomone: āDammi, Signore, lāintelligenza del cuoreā. Nei capitoli che seguono ĆØ āun crescendoā, come la più struggente delle sinfonie, di speranza fino allāepilogo, quando lāautore riporta le parole di David Maria Turoldo che ĆØ stato un presbitero, teologo, filosofo, scrittore e poeta, membro dell’Ordine dei servi di Maria che cosƬ recita: āLa morte ĆØ unāaurora, perchĆ© ĆØ come varcare la soglia ed uscire al soleā.
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