Il WOW Spazio Fumetto chiude: il rammarico dell’Associazione Sergio Zaniboni

MILANO – Dopo oltre quattordici anni di attività, il WOW Spazio Fumetto chiude le sue porte. La notizia, che da tempo aleggiava tra gli appassionati, è ora ufficiale: il museo milanese dedicato alla Nona Arte non riaprirà nella sua storica sede di viale Campania. Una chiusura che segna la fine di un’esperienza unica nel panorama culturale italiano, e che lascia un vuoto profondo non solo tra gli addetti ai lavori, ma anche tra i tanti cittadini che avevano trovato in quel luogo un rifugio creativo, un punto di incontro, un laboratorio di idee. Nato nel 2011 grazie all’impegno della Fondazione Franco Fossati, il WOW era molto più di un museo: era un centro culturale vivo, aperto, multidisciplinare. Le sue mostre hanno raccontato la storia del fumetto italiano e internazionale con rigore e passione, spaziando da Tex a Corto Maltese, da Diabolik ai supereroi Marvel e DC, dai manga giapponesi alla satira politica. Ma il WOW era anche un luogo di formazione e divulgazione: corsi di disegno, laboratori per bambini, incontri con autori, eventi tematici, collaborazioni con scuole e università. Un ecosistema culturale che ha saputo parlare a pubblici diversi, abbattendo barriere tra generi, età e linguaggi.

Il WOW Spazio Fumetto chiude

La chiusura del museo è il risultato di una lunga e complessa vicenda burocratica. Nonostante l’estinzione del debito con il Comune di Milano, la Fondazione non è riuscita a sostenere i costi di un doppio trasloco richiesto per partecipare a un nuovo bando. Un paradosso che ha assunto i contorni di un “serpente che si morde la coda”: il Comune chiedeva una fideiussione per garantire la permanenza, ma la banca richiedeva la garanzia di permanenza per concedere la fideiussione. Solo dopo la pubblicazione del comunicato stampa del 1° aprile e la conseguente attenzione mediatica, l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi ha avviato un dialogo con l’Avvocatura del Comune, che ha portato a una proposta di soluzione concordata per l’estinzione del debito. La Fondazione ha accolto e concluso la propria parte dell’accordo, che ora è in attesa di essere formalmente recepito dal Comune. Tuttavia, mentre tutto sembrava avviarsi verso una soluzione positiva, il 4 giugno è arrivata un’intimazione ufficiale a lasciare i locali entro il 15 giugno. Solo dopo la diffusione di un nuovo comunicato stampa e l’annuncio della chiusura, la Direzione Cultura ha comunicato che il museo potrà restare fino all’assegnazione del nuovo bando, a fronte del pagamento dell’affitto.

E adesso?

La situazione ha avuto conseguenze pesanti: la perdita di contratti internazionali, l’impossibilità di programmare nuove attività, l’interruzione di una progettualità che aveva reso il WOW un punto di riferimento nazionale. Anche se il museo potrà tecnicamente restare ancora per qualche tempo, la chiusura del 15 giugno segna la fine di un ciclo. “È ormai chiaramente impossibile imbastire una programmazione, meno che mai all’altezza delle nostre abitudini”, ha dichiarato la Fondazione. Nel frattempo, resterà attivo il Campus WOW Estivo, un servizio molto richiesto dalla cittadinanza, a testimonianza della volontà di non interrompere del tutto il legame con il territorio.

La tutela della cultura

La vicenda del WOW solleva interrogativi più ampi sul ruolo delle istituzioni nella tutela della cultura indipendente, e sulla fragilità degli spazi culturali non convenzionali. In un Paese dove il fumetto fatica ancora a essere riconosciuto come patrimonio culturale, la chiusura di un museo come questo non può passare sotto silenzio. Tra le tante voci che hanno espresso dispiacere, anche quella dell’Associazione Sergio Zaniboni, realtà da sempre vicina al mondo del fumetto, che ha voluto sottolineare quanto il museo abbia rappresentato un presidio culturale prezioso, capace di avvicinare il grande pubblico a un linguaggio spesso sottovalutato.

Raccontare il presente e immaginare il futuro

Cosa resta, ora? Resta una comunità di lettori, autori, educatori e appassionati che ha vissuto il WOW come una seconda casa. Resta un’eredità culturale che merita di essere raccolta, custodita, rilanciata. E resta la speranza che, da questa fine, possa nascere qualcosa di nuovo: un progetto, uno spazio, un’idea che sappia raccogliere il testimone e portarlo avanti. Perché il fumetto, come ci ha insegnato il WOW, è un linguaggio vivo, capace di raccontare il presente e immaginare il futuro. E anche quando una storia sembra finire, c’è sempre una nuova tavola da disegnare.

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