ALMESE – “Il Re delle Alpi” di Alberto Barbi apre la decima edizione della rassegna Camaleontika ad Almese
TEATRO AD ALMESE
Il 13 gennaio alle ore 21 all’Auditorium Magnetto, via Avigliana di Almese la decima edizione della rassegna Camaleontika prende il via all’Auditorium Magnetto di Almese con “Il Re delle Alpi” di e con Alberto Barbi, spettacolo dedicato alla montagna e Walter Bonatti. Le imprese del mitico scalatore, tra i più amati al mondo, verranno raccontate con l’accompagnamento di musiche originali eseguite dal vivo da Alan Brunetta e Rinaldo Bellucci. Organizzata da da M.O.V. e FABULA RASA in collaborazione con Piemonte dal Vivo, la rassegna propone sette spettacoli con importanti collaborazioni e il solito intento di promuovere l’apertura del territorio nei confronti dell’arte e della socialità, rinnovando la bellezza e l’unicità che offre lo spettacolo dal vivo, credendo fermamente che il teatro e la danza possano offrire preziosi e intensi momenti di svago, contemplazione e condivisione. Le imprese del mitico scalatore, tra i più amati al mondo, verranno raccontate con l’accompagnamento di musiche originali eseguite dal vivo da Alan Brunetta e Rinaldo Bellucci. Organizzata da da M.O.V. e FABULA RASA in collaborazione con Piemonte dal Vivo, la rassegna propone sette spettacoli con importanti collaborazioni e il solito intento di promuovere l’apertura del territorio nei confronti dell’arte e della socialità, rinnovando la bellezza e l’unicità che offre lo spettacolo dal vivo, credendo fermamente che il teatro e la danza possano offrire preziosi e intensi momenti di svago, contemplazione e condivisione.
LO SPETTACOLO
C’è stato un tempo in cui le imprese sulle Alpi e sulle montagne più alte del mondo erano un argomento da prima pagina sui quotidiani nazionali, tra gli anni Cinquanta e Sessanta in Italia nessuno fu più popolare, discusso, contestato e amato di Walter Bonatti, morto a 81 anni il 13 settembre 2011. Bonatti visse una vita che ne contenne diverse, quasi tutte ricche di gloria, alcune piene di dramma e rancore, segnate da momenti di solitudine altre ricche di attenzione mediatica e gossip per la sua relazione con l’attrice Rossana Podestà. Fu una star. Aprì strade che nessuno aveva mai osato, anche nei cuori di chi lo osservava, suscitando invidie e rancori. Dal K2 al Karakorum, la montagna più pericolosa del mondo, passando per il Freney, il Monte Bianco, in cordata con altri o in solitaria il nome di Bonatti si unisce alla storia dell’alpinismo. Fu proprio l’impresa del K2 che condizionò la sua carriera nel bene e nel male. Quando abbandonò l’alpinismo a soli 35 anni aveva diritto al titolo di Re delle Alpi. Lasciò quel mondo con una sfida unica: la salita in solitaria del Cervino. Non arrampicò mai più, ma il Re delle Alpi divenne esploratore e narratore del mondo. I suoi nuovi orizzonti si dispiegarono dall’Africa all ’Antartide percorrendo fiumi, attraversando deserti e foreste. Raccontare di Bonatti vuol dire: guardare una montagna da lontano, osservare lo spettacolo della natura, la sua magnificenza.
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