ROMA – I comuni con Uncem scrivono al MISE: ministri e sottosegretari, svegliate il piano banda ultralarga e date un taglio al digital divide! I Comuni e gli Enti montani stanno scrivendo al Ministero dello Sviluppo Economico per chiedere che il Piano banda ultralarga possa avere tempi certi, rapidi interventi. E che il digital divide venga sconfitto. Una “sveglia” al MISE da parte dei Sindaci e dei Presidenti degli Enti sovracomunali. La pandemia ha fatto crescere divari e disuguaglianze, anche per via di reti mancanti e infrastrutture, come la BUL. Le quali non arrivano a tutti, che accentuano le differenze tra aree urbane e zone montane. “Troppi nostri Concittadini lo stanno sperimentando. – evidenzia Marco Bussone, Presidente Uncem –Ā Occorre superare ogni divisione per dare alle aree montane delle infrastrutture nuove, come la stessa pandemia ha mostrato indispensabili. Per la scuola e il lavoro a distanza, per l’intrattenimento e per l’accesso ai servizi della PA“.
COSA CHIEDONO I SINDACI
Ecco cosa chiedono i Sindaci e gli Enti territoriali, d’intesa con Uncem, al MISE:
- Chiarire alle Amministrazioni locali i tempi di intervento del Piano nazionale banda ultralarga. Occorre con urgenza un piano chiaro e sicuro, con tempi di inizio e fine dei lavori. Date certe in tutti i Comuni italiani delle “aree bianche”. Con i tempi del collaudo, con la garanzia degli operatori che poi accenderanno la fibra posata, vendendo poi “i pacchetti” ai concittadini.
- Chiarire alle Amministrazioni locali quali e quante unitĆ immobiliari – case e sedi della PA – verranno effettivamente raggiunte dalla fibra ottica. E con quali tempi, per evitare attese, illusioni e dispendio di energia.
- Intervenire per garantire l’accesso ai “voucher” per la banda ultralarga a tutti i cittadini. Oggi troppe aree del Paese sono escluse a causa dei lavori e dei collaudi dei cantieri lenti del Piano BUL. Che di fatto hanno impedito a famiglie e a imprese delle “aree bianche” di accedere ai contributi statali.
- Chiarire al più presto quale sarĆ l’impatto di una eventuale “rete unica” sulle “aree bianche”. Predisponendo piani certi di intervento che coinvolgano gli Enti locali e gli Operatori del mercato.
- Verificare al più presto la copertura della rete mobile nazionale degli operatori privati. Potenziando le risorse già stanziate dallo Stato per nuovi tralicci, previste nella legge di bilancio 2020.
- Individuare tutte le criticitĆ dei territori connesse al cambio delle frequenze dei segnali televisivi. Non ĆØ accettabile che nei lavori politico-istituzionali per predisporre il piano del nuovo digitale terrestre, non sia mai emersa la problematica dei territori montani del Paese. Ove i ripetitori sono acquistati, garantiti e manutenuti dagli Enti montani (ComunitĆ montane e Unioni montane). Occorrono opportuni investimenti e strategie anche per la TV, per tutti. Anche destinando ai territori e alla modifica dei ripetitori una percentuale delle risorse della tassa sul possesso degli apparecchi televisivi.
- Predisporre al più presto un “Piano strategico per l’infrastrutturazione digitale delle zone montane del Paese”. Verificando immediatamente le coperture wireless di operatori privati (oggi determinanti e baluardo dell’innovazione nelle valli alpine e appenniniche). NonchĆ© individuando modalitĆ agevolate di investimento (senza burocrazia e costi) per gli operatori Telco che vogliano dotare i territori di nuove reti.
- Consentire alle Pubbliche Amministrazioni e alle imprese dei territori montani che lo ritengano, di investire direttamente in tralicci e ripetitori per la telefonia mobile e per il segnale FWA. Eliminando ogni vincolo e ostacolo burocratico ambientale e paesaggistico. Al fine di un decisivo superamento dei divari digitali.
- Favorire gli insediamenti di nuove imprese ad alto tasso di innovazione e sperimentazione (server farm, newco dell’intelligenza digitale, imprese per la digitalizzazione delle reti e le smart gridā¦) nei territori montani. Facilitandone l’operativitĆ e sgravandole di imposte e carichi burocratici.
- Coordinare azioni con MID e Ministero degli Affari regionali e delle Autonomie, AGID e Presidenza del Consiglio dei Ministri, per rinnovare in chiave digitale la Pubblica Amministrazione nei territori montani.
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